In onore del padre del "secolo breve", l'autobiografia di Eric Hobsbawm

Sono passati dieci giorni dal primo ottobre, porta d'inizio del mese e sigillo sull'esistenza di uno dei più lucidi protagonisti e interpreti della nostra epoca come Eric Hobsbawm.

Storico ebreo di consapevole e critica "fede marxista", cittadino del mondo nato ad Alessandria d'Egitto e vissuto nel pieno fervore delle grandi capitali europee della cultura, prima Vienna, poi Berlino e Londra, in un continuo pellegrinaggio spirituale arrestato unicamente dalla morte, avvenuta proprio nell'Inghilterra adottiva. Seguendo i passi di un vecchio articolo, firmato da Jean-Louis Robert (Professore di Storia Contemporanea all'Università Paris-I) e apparso nel febbraio 2006 su Le Monde Diplomatique, abbiamo tracciato un brevissimo profilo della vita del celebre pensatore, uno spunto per approfondire una vicenda umana ed intellettuale dagli innumerevoli risvolti.

Un'esistenza ricca di avvenimenti, ripresa nell'autobiografia "Interesting Times: a twentieth-Century life", tradotta in italiano come "Anni interessanti: autobiografia di uno storico", e che in lingua francese assume una sfumatura ulteriore di Francs-tireurs, definizione utilizzata in gergo militare per indicare i tiratori imprevedibili, i cui movimenti sforano ampiamente i limiti convenzionali.

La storia intellettuale è primordiale per comprendere i propositi del libro. Perché Eric Hobsbawm è fondamentalmente uno storico e la sua autobiografia la cronaca delle tensioni tra un'adesione profonda alla causa, all'ideologia e all'attività scientifica, costantemente condotta con il più grande rigore, la più grande onesta e la più grande creatività.

Via | franceinter.fr
Foto | newcriterion.com

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