Harry Potter finisce sull'Osservatore Romano

Forse a molti di quelli che non leggono il quotidiano del Vaticano sarà sfuggito, ma il 15 gennaio l'Osservatore Romano ha pubblicato ben due editoriali dedicati al maghetto della Rowling, uno molto critico nei confronti di questo libro, l'altro invece nettamente a favore dei principi morali insegnati dalla saga.

Per dare qualche spunto dagli articoli, mentre l'editorialista critico (Edoardo Rialti, educatore ed esperto in letteratura britannica) afferma che

- "in Harry Potter si assiste alla manipolazione violenta delle cose e delle persone grazie a delle conoscenze occulte"
- "libri come Harry Potter mostrano un palese disprezzo per i babbani, gli uomini comuni che non hanno la magia"
-"la magia non è un'arte ma una tecnica...ciò che desidera è il potere in questo mondo, il dominio di cose e volontà"

Foto|Flickr

A Rialti, che afferma che "da insegnante ha avuto modo di verificare bene la carica diseducativa di una simile proposta per i ragazzi", risponde
Paolo Gulisano, già autore di saggi su Tolkien, che afferma invece che, da un punto di vista morale Harry Potter insegna che

"l'uomo ha desideri grandi (vedi lo specchio delle brame" ma non può trasformarli in bisogni da soddisfare subito: se cerca di farlo perde la sua stessa identità di uomo; egli è invece chiamato ad aderire ad un progetto che lo supera. Da chi viene questo progetto? La Rowling non lo esplicita chiaramente, ma lascia in sospeso una domanda, quella che nasce ogni qualcota l'uomo cerca di capire il senso della sua esistenza".

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