Il monastero dei lunghi coltelli, leggi in anteprima

A metà strada tra Irvine Welsh e Quentin Tarantino c'è Douglas Lindsay. Il suo romanzo Il monastero dei lunghi coltelli uscirà a fine gennaio per l'editore Kowalsky.

È la seconda avventura dell'epopea di Barney Thomson, il barbiere killer-per-caso protagonista de La Bottega degli errori, già pubblicato nel 2006 dallo stesso Kowalski.

BooksBlog vi propone in esclusiva la prima pagina de Il monastero dei lunghi coltelli, in libreria dal 24 gennaio prossimo. Cliccate su "continua" per leggerla.

«Frate Festus. Un onest’uomo. Nome strambo, ciò nono stante onesto.

A scuola gli affibbiavano tutti i nomi possibili: Feto, Fester, Fetido, Fungo, Equino, anche se quest’ultimo ha tutta un’altra storia. Era deboluccio, lo scolaro Festus, perciò gli altri lo prendevano in giro e lo tiranneggiavano.

Senza rimorsi individuavano ogni aspetto della sua persona, lo esa geravano e lo rendevano ridicolo. Capelli troppo lunghi o troppo corti, divisa scolastica sì divisa scolastica no, cerume nelle orecchie, cibo fra i denti, cispe negli occhi, sopracciglia troppo folte, prima niente peli poi una fitta giungla di intrichi pelosi, voce da ragazza, voce da ritardato, bravo in disegno pessimo in educazione tecnica, pene microscopico, culo peloso, petto femminile, testicoli rinsecchiti, lingua da carne in scatola.

Tutto.

Se ci fate caso, vedrete della gente in coda; sono tutti comici, che fanno la fila per raccontare ad altra gente in coda, conduttori di talk show, che la loro comicità ha avuto origine sui banchi di scuola, quando erano lo zimbello della classe. Lo chiamano meccanismo di difesa e così via.

Anche Festus ci aveva provato, ma non era in grado neppure di raccontare una barzelletta e perciò aveva solo regalato altri spunti per essere preso in giro.»

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