La casa di Alberto Moravia diventa museo

In questi giorni finalmente la casa di Alberto Moravia diventerà un museo, grazie all'impegno delle ultime due donne della sua vita, Dacia Maraini e Carmen Llera Moravia.

Se vi trovate a passare per Roma, allora, fateci un salto: io ci sono stata di recente per una conferenza stampa, e c'è ancora un'atmosfera molto viva.

Si tratta infatti di una casa ancora viva, grazie alle cure di Maraini e dell'ultima moglie, e dove soprattutto si ha l'impressione che ci si potrebbe trovare, appena varcato l'angolo, faccia a faccia con lo scrittore.

Dopo un corridoio stretto e buio, con tante foto e ritagli di giornale incorniciati alle pareti, si entra nel luminosissimo salotto dai colori caldi, con due tre divani in circolo. Le pareti, spoglie, adornate di maschere africane (tante anche le statue tribali in giro per casa).

Luminosissimo anche lo studio: la scrivania, con alle spalle un'alta libreria piena di volumi, e davanti una grande finestra di luce, dalla quale si scorgono i rami dei platani che sorgono sul lungotevere.

E se si fa silenzio, all'ora della siesta (verso le tre, direi) in mezzo al rumore del traffico si distingue anche lui: lo scrosciare del fiume Tevere che scorre, indifferente.

Foto: locandina di una mostra di foto private di Dacia Maraini.

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