"Prof. il nostro tempo è adesso" di Federica D.

La scuola è ricominciata solo da qualche settimana, ed ecco che gli echi di protesta tornano a farsi sempre più presenti. Voci di delusione, grida che inneggiano al cambiamento e ad una serietà da ritrovare. Dalle polemiche sull'uso degli smartphone in classe, al necessario rinnovamento della didattica, passando per i consueti scenari apocalittici, il mondo dell'istruzione nostrana è un vero e proprio "nodo" apparentemente impossibile da dipanare.

E se a dire la loro fossero proprio gli studenti, che ad essere etichettati sotto la definizione di "generazione perduta" non ci stanno proprio? Ecco il punto di partenza del libro di Federica D. studentessa, giovane e indignata, che ha messo i suoi pensieri in parole di carta.

"Prof. il nostro tempo è adesso", non è un semplicemente un libro di testimonianze, né tanto meno solamente un "bestiario" di idiozie pronunciate da insegnanti ed allievi, è uno spaccato della realtà che gira intorno alla "squola" italiana d'oggi.

Una voce corale alla quale dedicarsi con attenzione insomma, per superare la gran massa di pregiudizi nei confronti di un "fantomatico studente medio" che non è mai realmente esistito, e che, troppo spesso, ci impedisce di vedere una realtà parecchio più battagliera e consapevole di quanto si potrebbe credere.

Ogni generazione di Adulti ha il suo daffare a discutere, criticare, demolire... dimenticando di essere stata a sua volta “Giovane” altrettanto discussa e criticata. Storicamente, mai nessun Adulto è riuscito nell’annoso intento di capire i Giovani. Per sua stessa definizione, la Gioventù è inconcepibile, sfuggente, indefinita. Plasmabile. Speranzosa e ottimista. E così si arriva al punto 5, ovvero che è così che la situazione dev’essere e rimanere. La polemica la farò a modo mio, ovvero ridendo e ingarbugliandomi: ma avendo sempre l’incrollabile fiducia di poter cambiare le cose con la mia maldestra risata, con il mio casino e con le mie contraddizioni. Ci sono già gli Adulti a essere sfiduciati e pessimisti. E se il loro compito è quello di acchiappare noi Giovani e di plasmarci perché entriamo nel mondo che hanno confezionato a nostro uso e consumo, il nostro compito deve rimanere quello di sfuggirgli, di fare “marameo” alle loro tribolate istituzioni e di scrollarli affinché le riguardino sempre con senso critico... nella speranza, se non nell’intento, di migliorarle.

Via | ureditore.it

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