Speciale editoria: Azimut ed.

"Fare gli editori non significa vendere libri, ma significa -detto con modestia- educare i lettori ai propri libri, o ai libri in generale" (Guido Farneti)

"Nella mia piccola esperienza come editore, e in quella decennale come editor per varie case editrici, mi sento di dire che senza dubbio l'amore per i libri c'è in tutte le realtà editoriali, ad ogni livello, da quello piccolo a quelle davvero grandi e importanti. In fondo, fare libri è un lavoro, sì, ma pur sempre un lavoro speciale".

Risponde così, alla nostra domanda se il mondo dell'editoria vada ormai avanti solo per marketing o anche grazie alla passione per la lettura, Guido Farneti, della casa editrice Azimut, spiegando anche che, ovviamente, "sin troppo spesso il lato economico prende il sopravvento su quello passionale".

"Azimut sta crescendo, con costanza e fatica, ma continuamente - ci spiega - Per chi come noi non promuove concorsi, antologie, corsi di scrittura, ma si occupa solo di libri, le prospettive economiche non sono da guardare ancora per un pò. Diciamo che Azimut è una squadra molto affiatata, di persone che si sacrificano per un obiettivo, senza guardare al denaro".

Un modo di guardare le cose inevitabile, ci spiega Farneti, visto che "l'economia è in difficoltà, e i libri ne risentono tanto".

"Ciò che Azimut vuole, ora, è farsi conoscere e apprezzare, e capire i feedback dei lettori...Ecco, ci piacerebbe, nel tempo, riuscire a farci conoscere a fondo dai lettori: ci piacerebbe, cosa che nell'ultima Fiera della Piccola e Media Editoria a Roma è accaduta, che la gente sentisse il nostro nome e dicesse: "Ah, Azimut, li leggo, liseguo, vediamo le novità". Così come è accaduto "Ah, Azimut, ho preso un libro e non mi ha convinto, troppo caratterizzato" (non so cosa si intendesse). Insomma, prima che dal punto di vista economico, è necessario vedere le cose dal punto di vista della fiducia, del rapporto che sia con i propri lettori".

Ecco che allora il ruolo delle fiere diventa fondamentale, " perchè si può parlare, si può conoscere il lettore e raccontare e raccontarsi, e consigliare il libro adatto a ciascuno, per non ingannarlo".

Tornando alla casa editrice, Farneti ci spiega che Azimut è la divisione editoriale della società Ligea, che si occupa di pubblicità.

"Io ho iniziato a lavorare nell'editoria circa 11 anni fa appena finite le scuole superiori, tra una pubblicazione e l'altra, e avendo anche avutola fortuna di incontrare grandi maestri, ho iniziato a lavorare come editor - racconta - nell'estate del 2003 partecipai alla fondazione di una piccola casa editrice, di cui divenni direttore editoriale".

A Natale 2004, con Adriana Merola, avvocato e pittrice coinvolta nell'esperienza precedente, la decizione di fondare Azimut. A gennaio 2005 stava nascendo. A marzo avevamo un planning di uscite quasi triennale. "E ogni uscita era un libro la cui copertina veniva rappresentata da un'opera originale e unica di Adriana, creata apposta per quel libro".

E allora gli chiediamo, per tutti gli aspiranti scrittori che leggono Booksblog: che caratteristiche deve avere un libro per poter entrare nel catalogo della vostra casa editrice?

"Noi non abbiamo una linea editoriale classica. O meglio. Amo dire che un libro per essere pubblicato da noi, deve essere "bello". Il bello non è soggettivo, ma oggettivo... A parte le provocazioni, essenzialmente siamo riconosciuti per tre linee:

- le traduzioni dall'estero: riscoperte di grandi classici della letteratura mondiale mai tradotti o fuori commercio in Italia; scouting di giovani straneri mai tradotti;

- scrittori italiani. E anche qui, uno scouting di giovani che abbiano coscienza della scrittura, con autori anche non esordienti, o persino già affermati;

- collana di interazione artistica. Quando due arti (scrittura e pittura / poesia e pittura / fotografia e scrittura) si fondono.

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