Un giorno perfetto, di Melania Mazzucco

Non è una novità, lo so, se dico che Melania Mazzucco è una delle migliori scrittrice (e/o scrittori) che il panorama letterario contemporaneo ci offre. Dopo un successo come Vita (Rizzoli, 2003 - Premio Strega 2003) non era facile mettersi di nuovo in discussione, invece soltanto due anni dopo esce Un giorno perfetto (Rizzoli, 2005, pagg. 406, dal 2006 disponibile in economica).

Dire qualcosa sulla trama, qualsiasi cosa, significa dire tutto. Per cui dirò soltanto che, benché si svolga in sole ventiquattro ore, racchiude una vicenda complessa con tanti personaggi che si muovono dentro una città immensa e folle come Roma. Una sola giornata che racchiude l’essenza di una vita intera, con tutti i suoi risvolti, le sue delizie e le sue croci. Lo sappiamo sin dall’inizio come va a finire. E sappiamo perfettamente, lo abbiamo visto, che la Mazzucco è bravissima a tessere le fila della trama. Non è questo il punto.

La cosa che veramente colpisce di questo romanzo è la precisione, non solo documentaristica - perché, si sa, la Mazzucco è una scrittrice estremamente rispettosa della materia romanzesca (e quindi anche del lettore) e allora si informa, si documenta, appunto. Ma a impressionare è soprattutto la precisione della prosa, la sua chiarezza, la sua esattezza, la sua leggerezza. Una scrittura che segue passo passo le vicende dei personaggi, che ti tira dentro la storia, e tu non puoi fare altro che arrenderti e lasciarti risucchiare.

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