Faldone zero-venti, poesie di Vincenzo Ostuni

Vincenzo Ostuni, Faldone zero-venti. Poesie 1992-2006

Faldone zero-venti. Poesie 1992-2006 di Vincenzo Ostuni è una raccolta poetica lontana anni luce dall’idea comune che abbiamo di poesia.

Nella prefazione all’antologia I Novissimi, Alfredo Giuliani sosteneva che il poeta deve “trattare la lingua comune con la stessa intensità che se fosse la lingua poetica della tradizione e di portare quest'ultima a misurarsi con la vita contemporanea”, un incontro, per certi versi, sconcertante, ma di estrema creatività.

Quanto accade in Faldone zero-venti di Vincenzo Ostuni, pubblicato per i tipi dell’editrice Ponte Sisto di Roma: è una dilatazione della lingua comune che attinge dignità poetica e una potente forza creativa.

Una trama poetica levigata, dotta eppure comunicativa, fascinosa; si legga, ad esempio, la composizione seguente. Con poche pennellate Ostuni riesce a trasformare in vertigine assoluta il più innocente viatico per il mondo della fantasia:


(“Ma tu hai mai veramente osservato la faccia di un bambino su una giostra?
Credi che si diverta,
nel senso che noi diamo a questo termine,
credi che rida,
salti, che so, faccia brum brum?
Ti prego, guardali. Tranne occasionali istanti, fissano il vuoto;
nuovamente, nulla d’intorno gli è vivo, o noto;
perduti sopra l’infinità della tangente”).

Riportando la poesia su Booksblog, devo dire che si perde la bellezza della disposizione grafica che troviamo nel libro: il testo poetico di Vincenzo Ostuni, infatti, si costruisce anche per mezzo di spazi, allineamenti a destra, rientri vari.

Pregevole è anche la veste grafica che imita, come suggerisce il titolo, un faldone e come un faldone, raccoglitore in perpetuo divenire, la raccolta di poesie non segna un limite, ma apre orizzonti (che continuano online sul sito Faldone).

Vincenzo Ostuni
Faldone zero-venti. Poesie 1992-2006
Ponte Sisto, 2012
ISBN 978-88-95884-51-6
pp. 272, euro 16

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