Scrivere: la "trincea" di Milena Agus

"Mi interrogano spesso sulla mia esperienza di giovane scrittrice. Devo subito chiarire un equivoco: non sono giovane e penso anche non essere una scrittrice".

Incuriosita dal titolo, allettata dal prezzo, spiazzata dalla brevità (20 pagine appena) ho comprato questo librettino dei "Sassi" Nottetempo di Milena Agus intitolato semplicemente: "Perchè scrivere".
All'interno, ho trovato due o tre concetti che mi sono molto piaciuti, e che denotano umiltà e dedizione al lavoro di questa autrice che rifiuta il titolo di "scrittrice" e che non ha avuto paura, nelle due conferenze in cui ha presentato i brani presenti nel libro, di rivelare anche alcuni dettagli intimi della sua vita interiore.
Innanzitutto, Agus ci comunica di non sentirsi "scrittrice" ma "una che scrive" ("per essere scrittori due o tre libri non bastano...così come non diremmo mai che uno è un cuoco per aver preparato due o tre buone cene") e in particolare una che "ha bisogno di scrivere". E questo perchè:

"Scrivere è la tana che mi porto sempre dietro. Quando mi immagino dentro una situazione o in un posto di disagio, o in preda a una crisi di panico, penso che però potrei sempre tirar fuori il mio quaderno di appunti e rintanarmi nell'altro mondo, e lì starei bene".

Ci vuole coraggio per ammetterlo, e tanta umiltà per dirsi una "non scrittrice" davanti ad un uditorio internazionale.

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