Speciale editoria: Cavallo di Ferro editore

La Cavallo di Ferro è una intraprendente casa editrice con una mission fondamentale: far conoscere al pubblico italiano, soprattutto ai giovani, la letteratura portoghese contemporanea, ancora poco tradotta in Italia. L’esperimento, ambizioso, sembra stia andando bene. Ci sono già stati infatti almeno due “casi” editoriali di successo: “Lettino” di Martha Medeiros (la cronaca delle sedute psicanalitiche di una quarantenne in crisi di identità) e di “Il cuore degli uomini” di Hugo Goncalves, che immagina come sarebbe diventato un mondo in cui le donne vengono escluse dalle società, e ridotte a prede da inseminare (esito: un disastro, che te lo dico a fare). Bello anche “L’istruzione degli amanti” di Ines Pedrosa, delicato romanzo di amori adolescenziali nelle periferie di Lisbona. Fra le ultime uscite, oltre che prevedibilmente un’antologia di scrittori portoghesi, ha fatto parlare di sé anche “La leadership di Tony Soprano”.

I soci della casa editrice sono Diogo Madre Deus (già editore della Cavalo de Ferro in Portogallo) e Romana Petri (scrittrice) . “Il tentativo è stato quello di diffondere soprattutto la letteratura di lingua portoghese in italia visto che era così poco conosciuta – ci dicono - Poi ci siamo anche allargati ad altri paese e abbiamo già pubblicato americani, africani, spagnoli etc. cerchiamo di fare della buona letteratura, ma anche una letteratura che possa arrivare al grande pubblico.

Prendendo come esempio la grande editoria, ci siamo resi conto che si può fare lo stesso discorso anche in piccolo. ecco perché possono coesistere titoli come La morte del Papa di Rocha e Diario della guerra al maiale di Casares”. Come ci informano sempre loro, la casa editrice sembra stia “crescendo economicamente e, rispetto alle aspettative, anche non troppo faticosamente”, e sicuramente grazie all'ottimo ufficio stampa di VivaLibri e dell'infaticabile Elisa Montanucci. “Naturalmente cerchiamo di tenere al minimo le spese superflue puntando invece sulle spese di diffusione del libro, come spazi in libreria, pubblicità sui giornali”, aggiungono i soci. La domanda rimane: le “fiere” aiutano? “Secondo noi non sono un momento di grande guadagno – rispondono - piuttosto fanno parte della necessaria esposizione del marchio, sono una vetrina”

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