Speciale Editoria: Valter Casini Editore

Federica Paglia, responsabile editoriale per la Valter Casini Editore, casa editrice dalle idee chiare e nuove, decisa a darsi da fare per fare bene, per farsi notare.

Dietro ogni libro c'è una casa editrice con le sue linee guida. Due parole per conoscere un po' la Valter Casini.
La Valter Casini Editore nasce da un’esperienza già importante alle sue spalle. Prima di occuparci di libri, abbiamo cominciato ad amare “l’arte della comunicazione” in tutte le altre sue forme, prima tra tutti quella cinematografica. I primi lavori importanti che abbiamo portato a termine, infatti, erano incentrati tutti nell’ambito dell’home video, quando ancora il vecchio VHS ne era padrone assoluto. Da lì il passo è stato brev, e necessario direi. Ci siamo detti, “be’… perché non andare direttamente al cuore della cosa?”. E così sono arrivati i primi libri.

Abbiamo dato vita a diverse collane, che toccassero quegli argomenti o quelle situazione che a noi sembravano fondamentali. È nata così Sincronismi completamente dedicata a nuovi autori emergenti ed italiani, Vision,una collana fatta di “pensieri”, di idee… di tracce… Interpretazioni, il cui intento è quello di pubblicare testi filosofici, però pienamente inseriti nella moderna cultura gadameriana del dialogo, delle fusioni… delle interpretazioni. Ed ancora, Allons Enfants de la Patrie, che pubblica in Italia i testi più interessanti della storica casa editrice francese Librairie Arthème Fayard e Liberamente la collana di dvd, accompagnati da approfondimenti editoriali allegati, che abbiamo creato per le “Menti Libere”, le Aquile… insomma per quelli che non volano in stormo….

Quest’anno, poi, altri piccoli tasselli si sono aggiunti al grande mosaico che continuiamo a costruire giorno per giorno: parlo di IconoGrafie, la collana che raccoglie le biografie sui personaggi che hanno fatto, e continuano a fare la storia del cinema, ed EroticaMente… ma questa è una sorpresa, quindi non posso raccontarvi nulla… magari ne riparliamo a fine novembre, quando uscirà il primo numero di tutta la collana.

La domanda più classica: cosa deve avere un testo per conquistare l'attenzione della casa editrice?
Be’ domanda classica, ma mai semplice. Vediamo… deve catturarci completamente, deve convincerci… a volte è una sensazione quasi “fisica”… finiamo di leggere un manoscritto e pensiamo… è lui…
In realtà molte volte dipende anche dalla collana che stiamo trattando. Per dirti… la collana di filosofia sicuramente richiede una scelta diversa... meno “viscerale”…

Molti autori esordienti si lamentano della troppa difficoltà di raggiungere un editore e di farsi leggere veramente. Quale il problema: troppa gente crede di essere uno scrittore o troppo elitaria la scelta delle case editrici?
Forse l’una e l’altra. Purtroppo la scrittura oggi non è vista come una “dote”, un “dono” di alcuni. Tutti pensano di poter scrivere… Ma anche all’interno delle case editrici, mi sembra che a volte si tenda a percorrere questa strada: c’è bisogno di una sorta di rieducazione, da questo punto di vista. Scrivere è un’arte, non dovremmo dimenticarlo mai.

L'editing è il lavoro più complesso della casa editrice. Puoi parlarcene?
Effettivamente è così. La fase dell’editing, probabilmente, è quella più delicata rispetto a tutto il processo lavorativo di un testo. Prima di lavorare, in questo senso, su di un libro è bene capire il “clima” di quel testo specifico, arrivare insomma al suo cuore, ascoltarne i battiti e pian piano fare proprio quel ritmo… solo a quel punto si può pensare di intervenire. Mai essere invasivi, altrimenti si rischia di snaturare il testo stesso. Quando io ho cominciato a fare questo mestiere, la prima cosa che mi è stata detta è stata più o meno questa: prima di tutto saper “tagliare”, imparare a diluire quelle parti che non sono prettamente necessarie. Poi viene tutto il resto…

Sei responsabile editoriale ma ti occupi anche dell'editing in prima persona. Come si diventa editor?
Be’ come tutti i lavori… no anzi… come capita in alcuni lavori, un po’ questa passione per la scrittura bisogna averla dentro. Questo non vuol dire che per forza di cose un buon editor è anche un grande scrittore… sicuramente però è uno cha ama la buona scrittura… Essenzialmente, e so che questa risposta poi può far sorridere… si diventa editor facendo l’editor….

Come si media con un autore che non accetta l'editing?
Con tanta pazienza. Non facile sentirsi dire “Ei il tuo libro è bello, però io taglierei qui, aggiungerei due o tre cose di qua, eliminerei questo...”. Un manoscritto è una cosa estremamente personale e ti posso assicurare che la maggior parte di quelli che scrivono un testo, pensano subito di aver creato “il capolavoro”. Viene da sé che non è semplice fare un lavoro di mediazione da parte di chi quel testo invece lo legge con un’attenzione critica, con la volontà di renderlo in qualche modo migliore. Diciamo però che con gli autori emergenti la cosa ancor più difficile: chi scrive per la prima volta considera il suo libro quasi alla stregua di un figlio… e come si dice ”ogni scarrafone…”

Come si sceglie l'editing giusto per un testo?
Come ti dicevo prima, entrando in sintonia col testo stesso, rispettandone lo stile. E tutto questo sempre con molta umiltà

Non c'è il rischio di snaturare lo stile dell'autore?
Be’ non mi sento di dire “NO” in via definitiva. Dipende dall’editor… dipende da che tipo di attenzione e cura mette nel fare un lavoro così complesso… ripetici vuole una grande sensibilità, dal punto di vista della scrittura

Un consiglio agli esordienti.
Scrivere, scrivere,scrivere sempre e comunque. Stare attenti alle case editrici alle quali inviate i vostri testi, fate una selezione attenta e ragionata. Non vi fidate di chi vi chiede dei soldi per pubblicarvi… e credeteci sempre, fino in fondo.

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