"A nozze col delitto": intervista a Lucia Tilde Ingrosso

Copertina di A nozze col delittoNoir e giallo non conoscono crisi, in Italia. I giganti del genere continuano a spopolare in libreria e nuove leve si affacciano con successo dagli scaffali.

Nella seconda categoria rientra Lucia Tilde Ingrosso, di cui l'editore Kowalski ha appena pubblicato "A nozze col delitto", seconda avventura dell'Ispettore Rizzo dopo "La morte fa notizia" (Pendragon, 287 pagg.)

Per presentare una scrittrice si parla di cosa ha scritto. Invece noi introduciamo Lucia Tilde Ingrosso in base a cosa scriverà. Quali sono i suoi libri futuri?

La mia casa editrice e io siamo ottimiste. Pensiamo che l’ispettore Rizzo si stia guadagnando schiere di entusiasti ammiratori. Tutto ciò per dire che sono già a metà della sua prossima avventura.

Il giallo è il suo filone, insomma.

Scrivo anche libri leggeri e umoristici, ma le trame gialle mi piacciono, trovo che siano un modo per sposare l’intrattenimento a un minimo (ma minimo minimo) di critica sociale.

Su quest'ultimo punto Vincenzo Consolo sostiene l'opposto. Per lui il giallo, "con la sua filosofia consolatoria" in cui vince sempre la giustizia, "fornisce un grosso sostegno alle società capitalistiche" che continuano a essere presentate come il migliore dei mondi possibili (da 'La Repubblica' di Palermo del 13/11/2007).

Le due tesi non sono in contrasto. So di non vivere nel migliore dei mondi possibili e il fatto di raccontare eventi tutto sommato traumatici come i delitti lo dimostra. E tuttavia il mio investigatore è dalla parte dei buoni, contribuisce ad aggiustare le cose assicurando il colpevole alla giustizia. Sono un’ottimista realistica, se questa posizione ibrida è in qualche misura sostenibile.

Cosa distingue il suo ispettore Sebastiano Rizzo dalla folla di Coliandro, Lamberti, Montalbano, Santamaria etc...?

È bello e sconta il problema (più comune fra le donne) di non essere preso sul serio per la sua avvenenza. Non sa cucinare: mangia poco e male, spesso in piedi, qualche volta da sua mamma. Tifa per l’Inter con tutto il bello e il brutto che ne consegue. Ha un passato sentimentale misterioso (che emergerà nei prossimi libri) e un presente turbolento. Sta cercando, invano, di smettere di fumare. È vessato da un pm pignolo e si rifà sul suo vice, un poliziotto giovane e un po’ allocco. In sintesi: è un simpatico che non se la tira troppo.

"A nozze col delitto" si può ascrivere tra le reinterpretazioni de "La sposa in nero" di Woolrich?

Non proprio. Qui la sposa all’altare (altare per dire, trattavasi di matrimonio civile) neanche ci arriva, perché il suo promesso sposo viene freddato in tempo utile per cancellare il non più lieto evento.

Almeno non pagherà il pranzo di nozze, ma è pur sempre un brutto colpo...

Già. E sarà proprio la mancanza di spirito vendicativo della non-sposa a insospettire il solerte ispettore.

Su "Affari Italiani" ho letto una recensione di "A nozze col delitto" che inizia con: "Agatha Christie è tornata". Non le pesa un po' il paragone/identificazione?

Uheilà! Certo che mi pesa, eccome. Ovviamente, non condivido (anche se apprezzo) l’entusiasmo della recensione. Agatha Christie è stata ancora più grande di quanto si pensi. Ottima scrittrice e grande ideatrice di meccanismi gialli. Io ho assimilato i suoi schemi (ho letto tutto di lei), ma poi li riempio come posso e come so. Mi auguro solo di divertire i lettori.

E i lettori sembrano divertirsi. Però uno, nella pagina di "A nozze col delitto" su Ibs.it, la accusa di omofobia. Cosa risponde?
Chiedermi cosa penso degli omosessuali equivale a chiedermi cosa penso dei geometri o di chi ha le lentiggini. Ci sono omosessuali belli e brutti, intelligenti e cretini, spiritosi e pedanti. Perciò li tratto, nella vita e nei romanzi, come tutti gli altri e non come una “specie protetta”.

Non saranno una specie protetta, ma di questi tempi sono un po' al centro del mirino. O no?

Essere diversi, in un mondo in cui è già dura per chi è “uguale”, non aiuta. Eppure la strada da percorrere è quella dell’uguaglianza nella differenza. Forse essere sdoganati sull’Isola dei famosi è una tappa obbligata per arrivare ai Dico estesi agli omosessuali?

Potrebbe pure essere. Tornando un attimo al romanzo: il suo stile è migliorato rispetto al suo primo giallo, "La morte fa notizia"?

Sì, grazie a un validissimo team di persone della casa editrice Kowalski che mi ha aiutato a tirare fuori il meglio del mio modo di scrivere e di raccontare. Grazie a loro ho perfezionato la descrizione degli ambienti, scavato la psicologia dei personaggi e vivacizzato il plot.

Se "A nozze col delitto" diventasse una fiction e lei potesse sceglierne il cast, che nomi farebbe?

Vedrei bene Gioele Dix nel ruolo del fascinoso Rizzo. Alessio Boni sarebbe l’avvocato assassinato e Anna Valle la sua sfortunata fidanzata. Isabella Ferrari l’algida sorellastra del morto e Ilary Blasi la sua esplosiva ex fidanzata. E ancora: Diego Abatantuono nel ruolo del nobile pazzoide. Penso che troverei una parte anche per il “gigantesco” Claudio Santamaria, capace di interpretare Rino Gaetano in modo commovente.

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