La famiglia Moskat, di Isaac B. Singer

Raccontare in poche righe la trama de’ La famiglia Moskat di Isaac Bashevis Singer (Longanesi) è praticamente impossibile, vista la quantità di storie e di personaggi che animano questo capolavoro del Novecento. E lo credo soprattutto per l’attenzione che l’autore impiega per costruire ognuno di questi personaggi, come dire: a ognuno la sua storia e, insomma, ci sarebbe molto da dire.

Il romanzo abbraccia un periodo storico che va dall’inizio del Novecento alla fine della Seconda Guerra Mondiale, passando per la cosiddetta "soluzione finale". Quando inizia questa storia, Meshulam Moskat è già vecchio, e ha appena deciso di sposarsi per la terza volta. Be’, molti avranno da ridire sulla scelta. Ma è comunque il vecchio patriarca, colui che genera e quindi a suo modo causa prima di una folle e sterminata stirpe ebrea: i Moskat, appunto.

Ognuno di loro è alle prese con i suoi piccoli guai, cose che fanno parte della quotidianità, mentre da lontano comincia a profilarsi una situazione, a dir poco, drammatica per gli ebrei, e non solo. Per buona parte del romanzo sono proprio i personaggi a fare la trama, mentre il quadro storico sembra non toccarli nemmeno.

Ora, fin quando Meshulam Moskat è in vita, è lui a fare da punto di riferimento per tutti, è lui a prendere le decisioni e, eventualmente, a risolvere i guai che non sono pochi quando si tratta di una famiglia così numerosa. E soprattutto se c'è in gioco la sua fiorente ditta.

Insomma, i soldi non mancano e finché il vecchio patriarca vede e provvede le cose vanno a gonfie vele. Ma quando muore, le cose si complicano. La famiglia Moskat comincia a sgretolarsi e, mentre in Europa scoppiano ben due guerre mondiali e comincia a manifestarsi con crudeltà l’antisemitismo, sembrano anche allontanarsi dall’unica cosa che potrebbe salvarli e tenerli uniti: le loro radici religiose. Mentre in Europa esplode la Seconda Guerra Mondiale, i Moskat non fanno altro che scannarsi per il patrimonio del vecchio patriarca. Nel frattempo la guerra avanza: mentre prima si sentiva solo in lontananza, ora avanza fino a travolgere ogni cosa, compresa la famiglia Moskat.

In altre parole, la famiglia Moskat non è altro che il simbolo di una società, nel caso specifico ebraico-orientale (siamo in Polonia), in piena decadenza morale e religiosa, travolta dai suoi vizi (in questo senso il personaggio di Abram è straordinariamente riuscito), e il romanzo è l’affresco di un periodo storico per alcuni versi, speriamo, irripetibile.

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