Camus e l'esposizione che "non s'ha da fare"


Ce la ricordiamo un po' tutti la famosa espressione con la quale gli sgherri di Don Rodrigo intendevano avvertire Don Abbondio della volontà del loro signore, contrario alle nozze tra Renzo e Lucia. Un classico della letteratura italiana, ormai entrato nel parlare comune, che mi è tornato in mente leggendo di una polemica letteraria scatenatasi recentemente oltralpe. Si tratta di una storia gira intorno al defunto Albert Camus e alla sua opera. Ma andiamo con ordine.

Sembra che la grande esposizione "Albert Camus, l'etranger qui nous ressemble" (Camus lo straniero che ci assomiglia), inserita nella cornice dei festeggiamenti di Marsiglia/Provenza capitale della cultura 2013, sia stata infatti bruscamente annullata, o almeno questo titolavano giornali e siti d'informazione fino a qualche settimana fa, riconducendo l'accaduto ad alcune tensioni politiche o alla stessa erede dello scrittore, la figlia Catherine, incaricata delle opere e del fondo, che avrebbe ritirato la sua autorizzazione. Fino all'ennesimo cambiamento di programma annunciato dal sindaco di Aix-en-Provence.

La mostra si farà eccome, ma con un nuovo titolo e altri curatori. Sarà “Camus, l’homme révolté”, organizzata sotto la guida del saggista Michel Onfray (al posto dello storico Benjamin Stora e del documentarista Jean-Baptiste Péretié designati nel 2009) ad aprire le sue porte il 7 novembre dell'anno prossimo, in occasione del centenario dalla nascita dell'autore, con un'orientazione tematica ben diversa da quella prevista all'origine.

Ma la polemica non si è ancora placata. Ne vedremo delle belle, c'è da scommetterci!

Via | lexpress.fr

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