Lettere d'amore del Times: Neil Gaiman

“I love you, I want you, I need you. I am yours just as you are mine. There. I have declared my love for you”.

Ecco allora, come promesso, un estratto di una delle due belle lettere d'amore che mi sono arrivate grazie all'iniziativa del Times. Ne ho scelta una di Neil Gaiman. Però questa lettera mi sembra bella (e se odiate le lettere d'amore potete anche passare al post successivo!). Parla di un ragazzo che in un circo fa la "statua vivente", e che si innamora di una giovane che lavora con la sua compagnia, e che non si è mai accorta di lui. Eccone qualche brano (è molto lunga):

Iniziamo questa lettera, questo preludio ad un nostro incontro, in modo formale, proprio come se fosse una dichiarazione all’antica: ti amo. Tu non mi conosci (nonostante tu mi abbia visto, sorriso, messo una monetina sul palmo della mia mano). Io ti conosco (anche se non come vorrei. Io vorrei essere lì quanto sbatti le tue palpebre nel mattino, e mi vedi, e sorridi…). Così io mi dichiaro a te, poggiando questa penna sul foglio. E ti dichiaro ancora una volta: ti amo (---)
Ricordo quando per la prima volta ho ammesso a me stesso che tu avevi preso l'abitudine di guardare me, e solo me, mentre camminavi attraverso la piazza. Tu ti fermavi. Tu mi ammiravi. Mi hai visto, una volta, fare un movimento per un bambino, e hai detto a una donna che era con te, abbastanza ad alta voce da farti sentire, che io avrei davvero potuto essere una statua. Lo prendo come un grandissimo complimento. Io ho tanti differenti modi di muovermi, ovviamente - come le lancette di un orologio... posso muovermi come un robot. Posso muovermi come una statua che torna alla vita dopo essere rimasta una pietra per secoli. (...)
Una bimba una volta mi ha guardato, si è girata verso la madre e ha chiesto: "Perchè questa statua è triste?" (...)
"Perchè tu pensi che sia triste?"
"Ma non è questo il motivo per cui le persone si trasformano in statue?"
La madre ha sorriso. "Forse è infelice per amore", ha detto.
Io non soffrivo per amore. Stavo solo aspettando che tutto fosse stato al posto giusto, ed è un concetto ben diverso.
E ora è arrivato il momento. C'è sempre un momento giusto. E' il dono che ho avuto dal diventare una statua - uno dei doni, devo dire.

Io ti voglio, ti amo, ti desidero. Io sono tuo così come tu sei mia. Ora. Io dichiaro il mio amore per te, ora. (...)

Tu mi sei passata davanti per troppe volte.
Non più.
Ora io sono accanto a te.
Quando poserai questa lettera. Quando ti girerai e ti guarderai intorno, provando sollievo, gioia o forse terrore...
A quel punto io sarò lì. Muoviti, appena uno scatto. E, finalmente, tu mi vedrai.

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