Paula Spencer, di Roddy Doyle

Paula è tornata. Nel nuovo romanzo di Roddy Doyle, “Paula Spencer” (Guanda), ritroviamo con piacere la “donna che sbatteva nelle porte”, che ogni sera buttava la chiave dell’armadietto degli alcolici nel prato di fronte casa sperando di riuscire a non trovarlo più, la ex ragazza sposata con uno che prima del matrimonio la faceva ridere tanto ma che poi a casa la riempiva di botte lasciandola al buio come un animale senza più pensieri in testa.

Il marito di Paula finalmente non c'è più, e nella vita di Paula poco sembra cambiato. Ha 41 anni, fa le pulizie negli uffici (è talmente brava che la fanno coordinatrice delle altre) e per andare al lavoro prende l’autobus come i tanti immigrati del quartiere, perché si risparmia tutti i soldi che può.

In questo nuovo libro, Paula comincia a raccontarci la mattina del giorno del suo compleanno, in cui ha deciso di prendersi mezza giornata di pausa e di andarsi a comprare tutta sola una bella torta da mangiare con i figli, nessuno dei quali si è ricordato di farle gli auguri. E durante la passeggiata, come una novella Mrs Dalloway. Paula fa il punto della sua vita fino ad allora: la figlia "couch potato" che deve aiutare a non ingozzarsi di alcool, fino al figlio drogato, che non vedeva da anni, e che all’improvviso si presenta alla sua porta, sposato e con dei figli, senza molto da dire. Ma c’è anche un affascinante coetaneo, con cui Paula deve decidere se uscire o no.

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