Letteratura di viaggio: il Mustang e Dickens

"Sognavo un orizzonte perduto, certo che esistesse, da qualche parte, un paese ancora vergine, un mondo inesplorato". Sembra una frase d'altri tempi, e invece è solo nel 1964 che Michel Peisset decide di intraprendere un viaggio all'antica, a piedi, nel "Mustang, il regno tibetano proibito" (Robin ed.) dove non erano ancora arrivati gli "invasori" cinesi.

"Era il Mustang, ne ero certo - scrive infatti l'autore all'inizio di questo affascinante viaggio a metà fra reportage e diario antropologico - il vero regno sperduto di cui avevo sempre fantasticato, nessuno ne sapeva granchè tranne il fatto che era proibito andarci e che il territorio cominciava ad un centinaio di chilometri dall'Annapurna e di quello del Dhaulagiri, ossia al di là delle più alte catene montuose del nostro pianeta".

Un altro libro di viaggio "d'altri tempi" scritto ancora più recentemente, questa volta un romanzo, è "Questa creatura delle tenebre" di Harry Thompson (Nutrimenti ed.), che racconta dei viaggi scientifici di Darwin sul Beagle. Sentite quanto è potente questa descrizione di una tempesta:

"Un momento più tardi l'onda investì la piccola lancia sopravento, riducendola in pezzi...poi l'onda si abbattè sul ponte, illuminato come al rallentatore dal lampo, schiantandosi sugli uomini aggrappati alle corde e polverizzando ogni ostacolo. Fu come essere colpiti da un carro di buoi. Il Beagle si inclinò paurosamente, la baleniera di sottovento si immerse per qualche istante in mare, riempiendosi fino all'orlo d'acqua per poi scomparire. La nave si sta rovesciando su un fianco. Mio Dio, stiamo per affondare."

Si tratta di letture da salotto, scritture "lente", eppure molto belle, che ci fanno ritrovare il piacere che provavamo seguendo gli esploratori di Verne (con tutte le dovute differenze, ovvio). Ed è bello che alcuni editori abbiano deciso, anche in tempi recenti, di scommettere su di loro.

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