Una poesia di Nick Laird

Beata Martina Testa, editor di minimum fax, che sul sito della casa editrice ci racconta:

"Da qualche mese Nick Laird vive a Roma, e in questi mesi siamo andati diverse volte a mangiare e a bere insieme (specie a bere, devo dire), abbiamo tirato tardi nei salotti delle rispettive case ridendo come cretini delle parole o del video di qualche canzone demenziale, ci siamo scambiati email offensive dopo certi risultati della Champions League".

Fra l'altro Testa ci ricorda di come Laird prima di pubblicare il suo romanzo (ne ha scritto solo uno, per ora, di cui abbiamo parlato, "La banda delle casse da morto") abbia avuto la passione della poesia (ha pubblicato due raccolte di versi "To a fault" e "On a purpose", non ancora tradotti in Italia).

Casualmente, però, sul free press City di qualche giorno fa, ho scoperto che è stata citata una sua poesia. Eccola: "Qualcuno ha trascritto/gli ultimi cinquant'anni dei nostri discorsi/ e non una volta ha potuto usare la parola/mi dispiace" (citata da www.lisacorva.it).

  • shares
  • Mail