Il mondo delle cose senza nome di Daniela Rossi a teatro

"Prima che nasca il tuo linguaggio dovrò dissolvere il mio e tornare, come quando ero piccola, a sentire le cose come fai tu".

E’ un libro bellissimo, dai ritmi di una ninna nanna, in cui ogni capitolo è una lettera d’amore, “Il mondo delle cose senza nome” di Daniela Rossi (Fazi ed.), che dedica le sue parole al figlio non udente.
Dai primi sospetti ("ma perché sembrava così difficile per tutti riconoscere che non potevi ascoltarci"?), alla terribile verità scoperta poco dopo il primo anno di vita, quando "l'equilibrio fra attese e paura si spezza", e si scopre che sì, il piccolino non riesce a sentire i suoni. Arrivano quindi le trafile dagli specialisti e dei "baroni" della sanità., durante le quali sua mamma impara che è "essenziale non farsi condizionare dalla paura e dalla soggezione che possono darti i "guru". Non mancano d'altronde momenti di crescita e gioia pura, e infine l'autrice scopre come in realtà il modo di comunicare di suo figlio sia unico, ricchissimo. Tutto sta, racconta lei, nell' imparare ad "ascoltarlo".

Il libro diventa, fino a domenica, uno spettacolo al teatro Nazionale di Roma (il sito web è ancora in costruzione) con l’adattamento di AnnaRita Chierici, che anticipa che sarà uno spettacolo basato su una voce narrante e una sfilata di proiezioni video.

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