I retroscena del premio Nobel per la letteratura

Nel libro dell’italianista Daniela Marcheschi “Alloro di Svezia” (ed. Mup) vengono riportate le motivazioni integrali che hanno portato i nostri poeti e scrittori (6, finora, Carducci, Deledda, Pirandello, Quasimodo, Montale e Fo) a ricevere il prestigioso riconoscimento.

Motivazioni che sono precedute da un saggio che cerca di dare un ritratto di questo premio, e a raccontarne qualche retroscena, come ad esempio il fatto che Dario Fo aveva segnalato per il premio di quest’anno Stefano Benni, o che Mario Luzi, a cui tutti si aspettavano di veder consegnato il Nobel al posto di Fo, ebbe a fare una piccola “gaffe” proprio in Svezia, parlando ad un uditorio di studiosi di Leopardi come se nessuno, in platea, avesse mai sentito nominare il poeta.

Un atto scambiato per “presunzione d’ignoranza altrui”, spiega l’autrice al settimanale “Panorama”, e che invece forse era solo un’ingenuità, o un segno di umiltà nel nominare una mente eccelsa del nostro passato letterario di fronte a una platea straniera.

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