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Il di della Fiera e del BlogRaduno di Axel


A dispetto delle attese la Fiera del Libro è sempre uguale a se stessa.

Ogni anno la frase classica è “quanti editori, quanti autori, quanta gente, si sente aria diversa, di ripresa“.

E ogni anno la sensazione è di immobile immobilismo. E forse è meglio così. C’è stato il periodo dello ShowBusiness (primi anni), il periodo del grande autore “acchiappa acchiappa” (anni 90), il periodo del “digitale” (solo PC ovunque con Internet in bella mostra), il periodo del Comico (solo autori comici e Littizetto che imperversava insieme a Chiambretti).

Ora siamo nel limbo. Solo libri, solo autori, un po’ di politica. Forse questa dopo dieci anni è l’anima della Fiera. Quella vera, quella sincera.

Ma la gente che dal vivo è sempre meno (come lo spazio occupato) in TV e sui giornali diventa “sempre di più”. Mah, miracoli da ufficio stampao semplice cialtronaggine giornalistico politica.
Ho intravisto la Dandyina (se era lei)… subito scomparsa in un folgorante abitino fucsia. Ho visto la Mazzucato (era sicuramente lei) di nero cupo vestita. Nell’incontro in cui lei era coinvolta si parlava di 20 nuovi autori emergenti e il pensiero ricorrente era “saranno miracolati, paraculati e/o bravi scrittori?”

Poco altro. Poco di meno. Poca voglia. Qualche libro comunque è saltato nella mia borsa come sempre.

Del BlogRaduno che dire? Cena esilarante con un sacco di personaggi (domani magari li elenco con calma). Solito dibattito politico sinistra-destra (un tavolo tutto di sinistra che insulta la destra), e acceso dibattito sui browser e sul perché il blog di Suzuki su Mac appaia “frastagliato” se non illeggibile.

Al Pueblo un bel po’ di personaggi piacevoli da conoscere e tanti personaggi piacevoli da rivedere. Anche in questo caso foto e nomi a seguire. Non ora, l’ora tarda e il coca e rum non consentono molte acrobazie.

Belle chiaccherate con Sasaki (che è un bel personaggio) e umore positivo con persone che sarebbe bello vedere più spesso.

E meno male che non abbiamo parlato (mai) di blog (quasi mai, ma meno). Forse è un aumento di consapevolezza e di maturità, non so. Sicuramente è stata una bella serata. Una buona panacea per umori non proprio brillanti.

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