La Biblioteca che non c'è, "editori" in classe

C'è Airin, che ha 12 anni e che, prima di scoprirlo a scuola, non sapeva nemmeno che "esistessero dei programmi su internet che ti permettono di creare un sito tutto tuo", oppure Pagus, "un normalisssimo ragazzo di seconda media che, non riesce mai a tenere a posto i capelli (anche perché non me li pettino mai!). Insieme ai loro compagni della 2D di una scuola media lombarda, postano commenti e racconti sul blog di una casa editrice particolare, "La Biblioteca che non c'è", tutta autogestita, con tanto di libri pubblicati ("il cataloghino", lo chiamano loro), proprio dalla loro classe.

L'idea nasce dalla partecipazione ad un concorso, che richiedeva che la classe si trasformasse in un laboratorio editoriale, e che gli alunni imparassero a ricoprire i ruoli professionali che si trovano in ogni casa editrice. Finito il concorso, la passione è rimasta, ma tutte le classi continuano a partecipare ogni anno a questo progetto, riunite strette strette intorno all'unico pc disponibile...

Nel sito ci sono anche racconti scritti dai ragazzi. Ed ecco il divertente elenco di quello che i ragazzi hanno imparato sui blog:

1) le frasi scritte possono voler dire una cosa o un’altra, a seconda di come le si legge;
2) i “grandi” che ci commentano a volte dicono cose che noi non sappiamo (discussione su chi era Taormaine);
3) i pivelli che scrivono a volte danno per scontate cose che non lo sono, ma spiegarsi è lungo e faticoso;
4) il blog è bello ma è faticoso pure lui (come dice la prof: “non son tutte rose e fiori” e anche “avete voluto la bicicletta, pedalate”);
5) se continuiamo a guardarci il nostro blog e non produciamo... prima o poi addio blog.

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