Intervista ad Alessandra Dell'Amico, nuova autrice fantasy

Sulla scia lunga dello speciale fantasy di luglio, vi propongo la conoscenza di Alessandra Dell'Amico, scrittrice esordiente ed appassionata di fantasy, il cui primo romanzo, "Polvere d'Argento - Libro Primo", sarà disponibile a fine ottobre.
In attesa di poter recensire il suo romanzo, le ho posto qualche domanda.

Alessandra Dell'Amico, appena "sbarcata" nel mondo fantasy e già determinata a prenderne parte con passione e dedizione. Un romanzo in uscita, primo di una trilogia, e davanti un futuro roseo.
Cosa ne pensi del fantasy italiano? Quale i limiti e quali i punti di forza?

Aspettiamo a parlare di futuro roseo: purtroppo il fantasy italiano è da sempre sottovalutato, molto più degli altri generi. Sembra che nei lettori italiani si sia radicata la convinzione che un fantasy 'nostrano' sia un fantasy di seconda o terza categoria, come se solo il talento estero sia capace di produrre buoni romanzi. E questo è già un primo grosso limite per gli scrittori: per poter emergere ed affermarsi è necessario raggiungere una soglia di gradimento molto più alta rispetto ad un fantasy di pari livello, che piace già di più solo perché porta il nome di un autore straniero. Ma la produzione fantasy italiana c'è, è indubbiamente in crescita ed ha anche molto da dire. Ci sono idee nuove, interpretazioni con tutte le sfumature possibili che possono portare una ventata di novità rispetto alla classica letteratura fantasy estera.

Siamo ancora nella scia dell'uscita dell'ultimo libro di Harry Potter. Una tua riflessione sul genere fantasy: quale il segreto del suo successo? E quanto ha influito la mania Harry Potter alla diffusione del genere in Italia?
Viviamo in un mondo indubbiamente troppo frenetico e stressante, con poche certezze e molte preoccupazioni. Io sono convinta che per restare bene con i piedi per terra, ogni tanto è bene spiccare il volo, staccare la spina, come si suol dire. Lasciamo pure che la mente viva esperienze fantastiche ed avventure impossibili, se ne trae beneficio ed energia per superare i veri problemi quotidiani. E non venite a dirmi che chi legge fantasy 'fugge' dalla realtà. Qualsiasi romanzo di qualsiasi genere è un'opera di fantasia, un mondo immaginario e alternativo! Il fantasy piace perché sorprende sempre con invenzioni stimolanti, personaggi insoliti, ambientazioni irreali e storie coinvolgenti. E' ovvio che abbia successo, anche cinematograficamente parlando.
Harry Potter non ha semplicemente influito. A mio modesto avviso è stato determinante, soprattutto per i ragazzini. Molti di loro non avevano mai preso un libro in mano, e nemmeno avevano intenzione di farlo mai, ma alla fine hanno ceduto alla curiosità di sapere come proseguiva la storia che avevano visto al cinema. Scoprendo tutto il piacere della lettura.

Molti scrittori si stanno cimentando nella stesura di questo genere di romanzi.
L'enorme diffusione di un genere, ne decreta la fine perché scade nella banalità? Non c'è il rischio di avere tanti cloni di una stessa storia, con personaggi (quasi) diversi?

Il rischio c'è, effettivamente, ma penso che sia molto basso. Dopotutto il genere si basa sulla fantasia e questa ci proporrà innumerevoli alternative, perché sono infinite le possibilità di combinare mondi, personaggi - buoni e cattivi, spazio, tempo, innovazioni che ancora non sono state pensate. Non ci sono confini che ci chiudono entro determinati schemi ma un universo dove c'è ancora e sempre ci sarà moltissimo da scoprire.

Il fantasy non è sempre un genere facine da sottoporre in una casa editrice, ci dici la tua esperienza?
Ovviamente l'ho proposto solo a quelle case editrici che sapevo pubblicassero questo genere. Il problema vero è che una scrittrice esordiente al suo primo libro, fantasy o no, ha delle probabilità di essere accettata da una casa editrice media che rasentano lo zero assoluto. Si annullano con le case più grandi ed importanti che, in linea di massima, nemmeno leggono quello che viene loro inviato. Io avevo escluso da subito , per principio, la pubblicazione a pagamento, ho quindi pazientato e aspettato quasi tre anni prima della pubblicazione, che è arrivata solo grazie alla vittoria ad un piccolo concorso letterario indetto da una piccola ma seria casa editrice. Ma non smetto di sperare: aspetto ancora la valutazione finale da due case editrici, entrambe abbastanza note. Chissà che non ci sia prossimamente una seconda edizione...

Il tuo "maestro" fantasy?
Non ho un vero e proprio maestro. Io leggo davvero molto e ogni genere di libro, italiano e non. Fra gli autori fantasy, i miei preferiti sono Tolkien, ovviamente, e Terry Brooks. Come vedi anch'io cito autori esteri. Come fantasy italiano devo nominare L'ultimo elfo, di Silvana De Mari, che ho trovato molto ben scritto e piacevole, con qualcosa da dire, oltre che da raccontare.

Parliamo dei tuoi libri. Da cosa nascono le tue storie? E perchè?
Ho iniziato a scrivere con coraggio e determinazione dopo la lettura deludente di un paio di acclamati romanzi fantasy, esteri entrambi, tra l'altro. Mi sono detta: perfino io potrei fare meglio, perché non provare? Dopo aver letto veramente molto, era giunto il momento di cimentarsi con la scrittura, a cui comunque ero già molto portata, già dall'epoca scolastica. Mi sono indirizzata subito sul fantasy per ragazzi, sull'onda del successo di Harry Potter (perché negarlo?) e perché mio figlio si rifiutava di leggere ogni libro che non fosse della Rowling o di Colfer, aspettando anche molti mesi, prima di riprendere un libro in mano. Volevo proporgli un'alternativa che potesse piacergli e invogliarlo alla lettura. E così, mattone dopo mattone, minuziosamente incastrati, ho creato la trama, i personaggi, tutta la logica necessaria per far stare in piedi la storia.

Quanto tempo serve per far nascere un romanzo fantasy?
Impossibile quantificare. Tutto dipende da quanto tempo si ha da dedicare alla scrittura. Tra l'altro io personalmenete ho bisogno di tranquillità, per scrivere. Devo 'calarmi' nella scena, nei panni dei miei personaggi, per intuire quello che provano e le loro reazioni. Difficile quindi, e inutile, ritagliarsi 30 minuti al giorno per scrivere. Preferisco organizzarmi e 'prendermi' almeno un'ora quando posso, anche saltuariamente. Polvere d'argento - Libro Primo è stato scritto in 13 mesi. Poi ne ho passati altri 6 a fare tagli e revisioni varie.

Un tuffo nelle tue storie.
Polvere d'argento - Libro Primo è un romanzo fantasy d'avventura con non uno ma due protagonisti, due ragazzi quasi coetanei. Uno di loro è Andrea, vive nella nostra realtà, ha quasi diciotto anni, va a scuola, ha la ragazza e anche una sorellina capricciosa a cui badare. L'altro è Liot, ha qualche anno in più, umile contadino di un'altra dimensione, dove un re spietato domina lui e tutta la sua gente, forte di poteri sovrannutali e di un esercito di demoni.
Andrea sarà trascinato, suo malgrado, nella dimensione di Liot e i destini dei due giovani si intrecceranno in una grande avventura, tra ansie e paure, alla ricerca di un oggetto misterioso in grado di liberare per sempre quelle terre dalla minaccia del tiranno, coinvolgendo il lettore in un viaggio per niente monotono.
La storia, pensata per i ragazzi, naturalmente è ricca di messaggi nascosti tra le righe: non si parla solo della lotta tra il Bene e il Male, ma anche del delicato rapporto tra fratelli, del valore dell'amicizia e dell'unità.
Con questo libro spero di aver portato una fresca ventata di novità: non troverete elfi, né draghi o magie, anche se ci sono elementi fantastici, come i poteri sovrannaturali del 'cattivo' e di qualche 'buono'. Ma Andrea e Liot sono soprattutto due ragazzi comuni che, con le loro incertezze, accetteranno di lottare contro un'entità maligna indubbiamente superiore, perché consapevoli che quando si ha qualche speranza di poter fermare il dilagare del male, non si può e non si deve tirarsi indietro.
Auguro a tutti una piacevole lettura.

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina: