Libri di frontiera: Ribalta d'autori

Con l’espressione letteratura di frontiera si possono intendere molti generi diversi: innanzitutto, ovviamente, la frontiera fa pensare alla zona di conflitto bellico e alla vasta letteratura prodotta al riguardo, che raccoglie grandi nomi come quelli di Pavese, Ungaretti o Hemingway; ma la frontiera è anche un confine culturale, e in Italia uno dei confini con la storia più complessa è stato quello di Trieste e dell’Istria, di cui hanno magistralmente parlato autori come Enzo Bettiza e Fulvio Tomizza.

Ai nostri giorni le frontiere sono più che altro quelle culturali, dovute all’onda lunga del colonialismo, in paesi in cui si confrontano mondi anche molto diversi tra loro, come l’India, il Pakistan o il Marocco, o all’immigrazione e alla globalizzazione, fenomeni che creano di conseguenza una cultura e una letteratura di persone che vivono quotidianamente a contatto con un mondo e una lingua straniera. In questo genere rientrano autori come Salman Rushdie, Tahar Ben Jelloun e in un certo senso Milan Kundera.

Proprio al tema delle zone di frontiera, nel senso più vasto del termine (culturali, ideologiche, geografiche), è dedicato il concorso letterario Ribalta d’autori indetto dal Comune di Bergamo, con partecipazione libera e gratuita e con scadenza il 30 settembre.

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