La moleskine che diventa digitale e la nostalgia del corpo delle cose

Ne abbiamo già parlato: la notra mitica, profumatissima (il profumo è il suo, inconfondibile) Moleskine sta per smaterializzarsi, sfuggirci dalle dita, finendo su uno schermo, liquefacendo la sua corazzetta in un milione di inafferrabili pixel.

Moleskine, come annunciavamo pare infatti si sia proprio decisa a puntare sul digitale. E' ufficiale visto che l'annuncio viene dallo stesso Ad, Arrigo Berni, che in una intervista al Time ha tra l'altro motivato così questa prossima scelta:

Qualunque brand che abbia tradizione, se non viene rinnovato, rischia di diventare vecchio... Il passaggio da uno all'altro di questi mondi non è semplice

Già in aprile era stata rilasciata una 'app' per l'iPhone, e grazie alla partnership con la start-up Evernote è stata creata, leggo, “un'agenda capace di interagire con computer e telefonini di ultima generazione”.

Ovvero, sarà possibile prendere appunti (ovvero fare ghirigori, schizzi, note a margine) direttamente in digitale, pur se scrivendole a mano. La mia personalissima opinione è che così si rischia di perdere la “poesia” della scrittura su Moleskine, di cui ho parlato in tanti post e su cui non vi tedio oltre.

Il tema non è nuovo: la fisicità degli oggetti che ci circondano, la nostalgia del “corpo delle cose”. Naturalmente, non spariranno le moleskine tradizionali come non sono scomparsi carta e penna, né radio, né teatro (che sarebbero dovuto essere vittime ad esempio, della tv). Però. Però.

Secondo voi, in formato digitale, avrà ancora senso possedere una “moleskine”? So che si potrebbe dire la stessa cosa per la "fisicità" dei libri, ma secondo me non è la stessa cosa, perchè io non sono affezionata al "corpo" di un libro adelphi, quanto al suo contenuto, e la sua digitalizzazione mi è indifferente (e anzi comoda). Che ne pensate?

Via | Ansa
Foto | Flickr

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