Inferno minore di Claudia Ruggeri

a cura di Nunzio Festa

“La raccolta in questione è la scelta di un commosso lettore di Claudia Ruggeri piuttosto che un critico letterario, ragione per cui può essere difettata la tecnica, ma vi assicuro non la passione”. Scrive, fra le altre cose, in sede di introduzione a Inferno minore, il critico e scrittore Mario Desiati, anch’egli nato nel cielo della Puglia. “La Ruggeri rimane – continua Desiati, a ragione - un esempio unico di poesia, una poesia ‘ingioiellata’ come diceva Fortini, ma inedita. Una poesia colma di citazioni e rimandi, ‘aulika’ fatta di amorevole saccheggio, poesia fatta di lava, sangue e dolore. Una poesia che sorprende il lettore, lo meraviglia, per l’uso spregiudicato del dialetto, dei modi di dire, delle citazioni colte, della frasi fatte, delle parole inventate, degli arcaismi e delle parole straniere. Stupisce ancora di più se si immagina l’origine e l’indirizzo delle sue poesie, stupisce tutti, Claudia, poetessa della meraviglia”. La giovanissima poetessa che non c’è più, ma che si può sentire in questi versi. Claudia Ruggeri, poetessa della meraviglia e autrice davvero sorprendente, scriveva fin da quando era bambina. Era una “promessa”. Mantenuta. E questo libro postumo è qui a dimostrare questo fatto immodificabile.
La vita artistica e tutto il pensare della Ruggeri ora sono in questa raccolta. Che giunge a toccare persino le corde della sua prematura morte. La spada arrivata dopo un percorso fatto di storia della letteratura e di approvvigionamento dalle fonti più eccelse mai sfociate. Dove il repertorio è trasformato grazie al genio di una Claudia Ruggeri che sa perfettamente immergersi con il tutto il corpo nella cadenza dei versi, nel ritmo e nella solida pomposità di barocchi che vanno e vengono, di linee che salgono e scendono. Un componimento bellissimo ed esemplare dice queste parole: “Il tuo cuore spopolato / è l’amoroso battibecco / degli uccelli in alba; // puoi benedire / solo con le labbra / e verde fino alla soglia / farti traccia di spazio // …è qualcosa che indugia // perché tu sei con me / assorto in un tramonto spalancato // a nutrire / l’inutile / di gioia // mentre il sole si spolpa tra gli ulivi”. Si sentono i detriti battere nella bellezza, le presenze assecondare la migrazione del verso mondi sopraffatti dalla realtà. Il lucido svenato linguaggio è fatto di briciole tenute insieme dalla potenza immaginifica della fine che non esiste.

Inferno minore

Claudia Ruggeri
introduzione di Mario Desiati
peQuod 2007
pag. 137 - euro 12.00.

  • shares
  • Mail