Roberto Saviano condannato a morte

GomorraQualche tempo fa avevo scritto dell'attualità di "Gomorra", segnalando l'intervista a Franco Roberti che Gianluca di Feo aveva realizzato per L'Espresso. Il tema continua a essere sempre in primo piano.

Di Feo questa volta ha intervistato direttamente Roberto Saviano sulle pagine di Repubblica. Partendo dalla notizia della sentenza di morte nei suoi confronti, pronunciata dagli appartenenti al clan dei Casalesi, nel dialogo con l'autore campano si parla di giornalismo e camorra, dell'indifferenza e dell'ostilità che "Gomorra" ha suscitato in molti ambienti culturali e politici, di come sia vivere sempre sotto scorta.

Ma si parla anche della possibilità del cambiamento, che secondo Saviano richiederà comunque il passare di un'intera generazione per realizzarsi, complice una politica che ha perso il suo slancio di combattività nei confronti della criminalità organizzata. Politica a cui lo scrittore non risparmia forti critiche, tenendo sempre al centro l'attenzione sulla questione meridionale e sul dramma dell'emigrazione dei giovani, sottolineando però quanto sia importante il lettore per un lavoro come quello che lui e altri stanno facendo: è proprio il lettore, infatti, 'che rende libero lo scrittore', dice Saviano.

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