Harry Potter e le Reliquie della Morte: riassunto capitolo 19

Riassunto capitolo 19

La Cerva argentata



La notte passa inquieta per Harry, mentre Hermione fa la guardia. Continua a sognare Nagini, che si manifesta in diverse forme. Decidono di partire presto, mentre la neve copre tutte le cose.
Sotto il Mantello dell'Invisibilità, come sempre, si rimettono in cammino, fino al Bosco di Dean, dove rimontano la tenda ed Harry si mette di guardia. Ogni rumore lo turba, ogni cosa gli fa sentire sempre più che quella notte è diversa dalle altre.
Ad un certo punto la vede: una luce argentata davanti a lui si muove tra gli alberi. Salta in piedi, con la voce congelata, ed alza la bacchetta di Hermione, ma la luce diventa accecante e lo costringe a socchiudere gli occhi, mentre si avvicina...
Si tratta di una cerva argentata, che si muove silenziosa e senza lasciare impronte nella neve.
Harry sente che la cerva è lì per lui, quindi non sveglia Hermione, ed aspetta. Ma la cerva dopo un po' che l'osserva scappa via tra gli alberi. Harry non può fare a meno di cedere al suo istinto e seguirla. Quando la cerva scompare, senza che Harry sia riuscito ad avvicinarsi, a capire, a porre domande, il giovane mago si ritrova al centro del bosco, solo, nell'oscurità.
Vede brillare poco distante qualcosa, vi si avvicina e vede al fondo di uno stagno una croce. La riconosce: è la spada di Grifondoro.
Come era potuta arrivare a giacere in uno stagno del bosco, tanto vicino al posto in cui accampavano? Qualche magia sconosciuta aveva trascinato Hermione in questo posto, o era la cerva, che aveva scambiato per un Patronus, qualche tipo di guardiano dello stagno? O la spada era stata messa nello stagno dopo il loro arrivo, per loro?
Pensa a Silente, che gli aveva lasciato in eredità la spada, e si guarda intorno. Tutto tace. Ora non resta che scoprire come prendere la spada. Cerca con "accio", ma non succede nulla.
Allora ricorda quando estrasse la spada dal cappello, e le parole di Silente che gli disse che solo un vero Grifondoro, con audacia, coraggio e valore, sarebbe riuscito a prenderla.
Così si denuda, poggia il sacchetto che conteneva la sua bacchetta, la lettera di sua madre, il pezzo dello specchio di Sirius e il vecchio boccino, sopra ai suoi vestiti, punta la bacchetta di Hermione al ghiaccio e lo spacca. Con coraggio, poggia la bacchetta e si lancia nell'acqua gelida.
Quando finalmente afferra la spada, la corda intorno al medaglio inizia a strozzarlo.
Mentre pensa di affogare, sente due braccia che lo afferrano e quando si riprende, vede Ron accanto a lui. E' stato lui a lanciarsi nello stagno e a salvarlo dalla morte che gli stava infliggendo l'Horcrux.
Ron spiega ad Harry che li stava cercando da ore, deciso a riunirsi al gruppo, e ha seguito anche lui la cerva argentata. Harry si accorge che lì vicino sono cresciuti due alberi, affiancati e con un foro all'altezza degli occhi: un nascondiglio per vedere e non essere visti, ma adesso non vi è più nessuno.
Inspiegabile come la spada sia arrivata lì, chi abbia lanciato il patronus. Non resta che verificare se si tratta della spada originale.
Era il momento di distruggere d'un colpo il medaglione e per sempre. Harry si avvicina ad una roccia piana, poggia il medaglione e dice a Ron di romperlo con la spada: lui l'ha presa dallo stagno e lui deve usarla. Ron non vuole, è agitato, ma Harry lo convince. Parlando in serpentese, Harry ordina al medaglione di aprirsi.
Dietro le due finestrelle di vetro, all'interno, sbattono le palpebre di due occhi vivi, scuri e bellii come erano stati gli occhi di Tom Riddle prima di diventare scarlatti e con le pupille da serpe.
Mentre Ron punta la spada, una voce parla dall'Horcrux, e dice a Ron di aver visto il suo cuore, di sapere le sue angoscie da eterno secondo, finché gli occhi diventano le figure di Harry ed Hermione, che iniziano ad insultarlo.
Ron guarda senza muoversi, mentre Harry lo incita a colpire con la spada. Ma Ron ormai è sotto l'effetto dell'Horcrux.
La spada, a quel punto, scintilla e cade. Harry avverte uno scricchiolio metallico ed un grido. Le due apparizioni scompaiono, e Ron smette di essere posseduto. Allora Harry si avvicina e gli mette una mano sulla spalla, dicendogli quanto ha pianto Hermione quando lui è andato via.
I due, quindi, si rimettono in marcia verso la tenda.
Quando arrivano Hermione dorme ancora, ed Harry allora la sveglia e lei inizia ad attaccare Ron, con dolcezza, ma con decisione, tanto che Harry è costretto a dover lanciare un incantesimo Protego.
Poi Ron spiega cosa gli è successo, di come - andando via - fosse finito in una banda di cacciatori di babbani, che lo avevano scambiato per uno studente in fuga. E da allora li stava cercando.
E li ha trovati grazie allo spegnigno. Ron spiega loro che ad un certo punto lo spegnino aveva iniziato a trasmettere le loro voci e quando l'aveva azionato si era accesa una palla luce che gli era entrata dentro e lo aveva portato fino a loro.
A quel punto i due ragazzi raccontano ad Hermione della cerva argentata, della spada, dell'horcrux.
Finita la storia, Hermione torna a letto, mentre Ron dà ad Harry la sua bacchetta di scorta, che per istinto aveva portato con sé dall'inizio del viaggio.

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