Harry Potter e le Reliquie della Morte: riassunto capitolo 13

Riassunto capitolo 13

La commissione per la registrazione dei Babbani


Ad entrare nell'ascensore è proprio la Umbridge, che quando vede Hermione, trasformata in Mafalda, le chiede se è lì per lei. Hermione risponde si, titubando.
Nel frattempo Harry è costretto a scendere dall'ascensore, ed a inventare una scusa al Ministro per il fatto che Runcorn (l'impiegato in cui si è trasformato) si trova lì.
Quando resta solo si nasconde sotto il Mantello dell'Invisibilità, ha intenzione prima di raggiungere la stanza della Umbridge e poi di far tornare insieme i tre amici: in effetti, non avevano mai pensato a cosa fare nell'eventualità fossero stati divisi.
Ad un certo punto si trova davanti ad un ufficio alquanto particolare, in cui il lavoro si svolge all'unisono a tal punto da ipnotizzare chi guarda.
Vede una catasta di opuscoli e per scoprire di cosa si tratta si avvicina e ne prende uno, nascondendolo sotto il mantello.
Il libro dalla copertina rosa recita:Mezzosange. E il pericolo che presentano per una pacifica società purosangue.
Una impiegata inizia a scherzare con altri maghi, dicendo che la "vecchia strega" interrogherà tutto il giorno i mezzosangue e qualcuno le risponde di sperare che oltre ad un occhio non abbia anche delle orecchie magiche. A quel punto Harry nota che incastonato in una porta c'è un occhio che lui conosce bene: l'occhio magico di Astor Moody.
Sulla stessa porta due targhe: Dolores Umbridge. Sottosegretario Anziano del Ministero e Capo della commissione di Registrazione dei Nati Babbani.
Per entrare Harry fa caos nella stanza degli impiegati con un Detonatore Spia, e ci riesce.
La stanza è uguale a quella che la Umbridge usava nella scuola di Hogwarts, quando fu nominata dal Ministero: tutto rosa, con pizzo, fiori, centrini, i piattini al muro con i gatti.
Da dietro la porta stacca l'occhio magico di Moody e se lo mette in tasca, mentre gli impiegati sono troppo indaffarati intorno al Detonatore.
Mentre fruga nei cassetti alla ricerca del medaglione, motivo per cui è giunto fino a lì, scopre in un cassetto un fascicolo su Arthur Weasley.
Nel fascicolo è accertata la discendenza purosangue della famiglia, ma il signor Weasley è sospettato per la sua passione per i Babbani. E per la vicinanza di Harry, che è segnato come "Indesiderabile Numero Uno". Mentre, arrabbiato, cerca di trovare il medaglione si accorge che su una libreria c'è il volume “La vita e le bugie di Albus Silente” di Rita Skeeter.
Mentre lo guardava entra Thicknesse e solo per una pura fortuna Harry riesce a mettersi in tempo il Mantello dell'Invisibilità.
Mentre il Ministro lascia un messaggio alla Umbridge, Harry fugge via e valuta il fatto che il medaglione probabilmente non è mai stato lì. Ora devo ritrovare Ron ed Hermione e portarli fuori dal Ministero, prima che l'effetto della Pozione Polisucco svanisca.
Ma nell'ascensore incontra Ron, che gli chiede dove sia Hermione. A quel punto entra anche il padre di Ron, che gli suggerisce (non riconoscendolo) di usare l'Incato Metereologico per far cessare la pioggia nell'ufficio di Yaxley. Ron allora esce dall'ascensore, ma Harry non ci riesce bloccato dal signor Weasley stesso, che lo crede Runcorn, e che lo accusa di diverse nefandezze.
Quando Arthur esce, Harry indossa nuovamente il mantello e cerca Hermione. Davanti al Dipartimento Misteri inizia a provare un gran freddo e sente la presenza dei Dissennatori. Quando arriva nel corridoio vede una scena impressionante: i mezzosangue sono tenuti lì ad aspettare mentre una schiera di Dissennatori si muove su di loro.
Harry fa uno sfonzo enrome a passarea tra i Dissennatori senza lasciarsi andare, ma la sua concentrazione è rotta dall'arrivo delle urla disperate di un mago che afferma di non essere un Mezzosangue, che viene poi portato via dai Dissennatori. E' il turno della Cattermole, ed Harry si intrufola nella stanza assieme a lei. La sala giudiziaria è terribile. Piena di Dissennatori. Dentro ci sono sia la Umbridge che Yaxley, ed Harry scorge anche Hermione.
Ad attira la sua attenzione, però, è un gatto argenteo, un Patronus (sicuramente della Umbridge) che cammina e che serve a proteggere gli inquisitori dallo sconforto emanato dai Dissennatori.
La singora Cattermole subisce un interrogatorio, mentre Harry avvisa Hermione sussurandole nell'orecchio che è lì. Durante l'inquisizione, la Umbridge si sporge dal suo banco ed Harry nota che ha attaccato al collo il medaglione che stanno cercando.
La Umbridge continua a torturare verbalmente la Cattermole, dicendole che è una Mezzosangue e che i suoi genitori erano fruttivendoli e che sarebbe il caso che lei dicesse a quale mago ha rubato la bacchetta.
Allora Harry non ce la fa più e uscendo la bacchetta dal mantello, con uno Stupeficium mette a terra sia la Umbridge che Yaxley. I Dissennatori iniziano il loro attacco, ma Harry invoca il suo Patronus. E' caos.
I Dissennatori cercano di attaccarli, ma il cervo-patronus li tiene per ora lontani. Harry prende l'Horcrux mentre Hermione lo duplica per confondere la Umbridge quando si sveglierà.
Nel frattempo liberano la Cattermole, ed anche Hermione convoca il suo Patronus, una lontra.
Passando dal corridoio Harry convince i nati Babbani che sono stati liberati e consiglia loro di scappare e nascondersi, anche all'estero.
Quando sono davanti all'ascensore compare Ron, che avvisa gli altri che ormai sanno che ci sono degli intrusi nel Ministero.
Harry, avendo intuito nella giornata che Runcorn era di un livello alto al Ministero, giunti nell'atrio detta legge e fa liberare - minacciando di esaminare un albero genealogico - un caminetto di uscita. I mezzosangue scappano, ma in quel momento arriva il vero signor Cattermole, che ha smesso di vomitare. Ron è in panico, ma non ha il tempo di preoccuparsi: arriva Yaxley che ordina di chiudere ogni uscita, e capisce che quelli sono Harry e soci.
Schivando per un pelo una maledizione, i tre si ritrovano in un bagno.
Iniziano a scappare per il 12 di Grimmauld Place, ma proprio quando sono davanti, Harry sente le mani di Ron ed Hermione sfuggirgli, e poi diventare come una morsa, mentre il mondo si fa buio.

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