Conan Doyle e l'avventuroso diario inedito

Arthur Conan Doyle\'s hand-drawn illustrations feature in Dangerous Work © Conan Doyle Estate Ltd

Non sono in molti a sapere che Arthur Conan Doyle, noto creatore dell'investigatore Sherlock Holmes, aveva alle sue spalle anni di studi anatomici nella vecchia Edinburgo, e che, nell'ambito della sua professione si imbarcò nel 1880, ancora minorenne, come medico di bordo sulla baleniera "The Hope", destinata ad esplorare le fredde acque dell'Artico. Un'avventura degna di nota e i cui dettagli erano stati raccolti dallo stesso protagonista, in un diario di bordo finora inedito. Curiosità oggi disponibili per la gioia di ammiratori e curiosi, grazie all'impegno dei due biografi Jon Lellenberg e Daniel Starshower, che, con l'accordo della Fondazione Conan Doyle, non hanno esitato a lanciarsi nell'edizione.

Dopo il primo romanzo ritrovato e pubblicato alla fine dello scorso anno, ecco un facsimile di un'opera ancora precedente in trascrizione completa, dal suggestivo titolo "Dangerous Work: Diary of an Arctic Adventure", con tanto di riproduzione della grafia, dei disegni originali dello scrittore, e di materiali fotografici, uniti al "goloso accompagnamento" di una storia di Sherlock Holmes ambientata al Polo Nord, sarà infatti disponibile nelle librerie britanniche a partire dal 26 settembre.

Diary of an Arctic Adventure di Arthur Conan Doyle

Per la non troppo modica cifra di venticinque sterline, i lettori potranno accaparrarsi un pezzetto dimenticato della vita dello scrittore. Chi avesse voglia di cominciare a prenotarlo può già farlo sul sito della British Library, e approfittare al più presto di alcuni aneddoti colorati, come quello riguardante il ventunesimo compleanno dell'autore, che tradotto suona più o meno così:

Oggi entro nell'età adulta, e questo è un luogo piuttosto curioso per farlo, a sole 100 miglia dal polo Nord. Avrei passato una serata triste per il mio compleanno, complicata da varie preoccupazioni, ma il capitano è stato molto gentile a farmi avere due enormi barili di senape, che pur avendomi fatto sentire come se avessi ingoiato l'intero Vesuvio, mi hanno fatto davvero bene.

Via | guardian.co.uk

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