Sua Santità, di Gianluigi Nuzzi

La differenza tra Chiesa e Vaticano è che quest’ultimo è uno stato vero e proprio, e come tale si comporta: ha la sua politica, la sua polizia segreta, i suoi ministri, gli ambasciatori e via dicendo. E, dunque, come ogni altro stato avrà i suoi interstizi nei quali si nascondono malaffare, corruzione e congiure di palazzo.

Qualche mese fa, un libro di Gianluigi Nuzzi, Sua Santità, uscito per Chiarelettere, ha fatto rizzare i capelli a non pochi prelati che hanno gridato allo scandalo per un’inchiesta giornalistica che, seppure in modo parziale, porta alla luce certe magagne che serpeggiano tra le mura leonine. Soprattutto per quanto riguardava le fonti utilizzate dallo stesso Nuzzi.

La cosa ha fatto rumore al punto che Benedetto XVI ha richiesto un’apposita commissione per scovare chi potesse aver portato fuori dallo stato i documenti necessari per ricostruire il puzzle (si ricorderà certamente la vicenda dei «corvi»). E a quanto pare, sembra che il corvo l’abbiano trovato.

Ma di cosa parla questo libro per creare tutto questo scompiglio? At-traverso il carteggio del papa con alcuni esponenti della curia (come dice chiaramente il sottotitolo: Le carte segrete di Benedetto XVI), parla dei rapporti tra palazzi di potere, giochi e complotti politici, di questo parla il libro di Nuzzi, e li descrive per quello che sono: rapporti non sempre facili, anzi, quasi sempre tesi, ambigui, truffaldini, oscuri e mai definitivi.

Il libro si apre con la nota vicenda di diffamazione a danno dell’ex direttore dell’«Avvenire», Boffo, messa in atto da «Il Giornale» diretto da Feltri. Ma, secondo Nuzzi e le sue fonti, era solo la punta dell’iceberg; dietro c’era qualcuno a manovrare le notizie e l’obiettivo vero era «un atto d’accusa a Bagnasco e Camillo Ruini (p. 29)».

Poi volge sul lato corruzione e sulla vicenda di Viganò che ha cercato di far quadrare i conti in Vaticano, e ciò significava, non solo una mera questione di numeri, ma combattere gli sprechi e, per l’appunto, la corruzione. Purtroppo qualcuno ha cercato di fermarlo (chi? e perché?), e ci è riuscito, dal momento che è stato mandato in un esilio dorato come ambasciatore negli Stati Uniti.

Il privilegio dell’Ici: 500-600 milioni di euro da dare allo stato italiano nel caso in cui dalla UE «arrivasse la condanna per violazione della concorrenza e illegittimo aiuto di Stato».

Parla della condanna delle coppie di fatto, della politica famigliare e di quella finanziaria; parla dello Ior, i servizi segreti e i rapporti con altri stati europei e extraeuropei.

Questo libro, insomma, racconta un pezzo di storia, la nostra.

Gianluigi Nuzzi
Sua Santità
Chiarelettere
16 euro

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