Gli otto peccati capitali della nostra civiltà, di Konrad Lorenz

Tutti i vantaggi che l'uomo ha ricavato da una conoscenza sempre più approfondita della natura che lo circonda, i progressi della tecnologia, delle scienze chimiche e mediche, tutto ciò che sembrerebbe destinato a lenire le sofferenze umane, tende invece, per un terribile paradosso, a favorire la rovina dell'umanità.

Che senso ha leggere un saggetto del genere, scritto all'inizio degli anni '70, oggi? Ha senso perchè la “nostra civiltà”, è proprio diventata quella che Lorenz, a suon di esempi tratti dalla medicina e dall'etologia, descriveva lucidamente già 40 anni fa, semplicemente analizzando gli embrionali sintomi del suo malessere e le origini di quella che lui chiama “decadenza” dello stesso genere umano.

Gli otto peccati capitali di cui parla il titolo – la sovrappopolazione, la devastazione dello spazio vitale, la competizione fra gli uomini, il deterioramento del patrimonio genetico, la tradizione demolita, l'indottrinamento, le armi nucleari – sono infatti le più gravi e principali minacce del nostro mondo ancora oggi.

Il problema – e qui sta la meraviglia di questo libro – è che si tratta di qualcosa che, secondo le ipotesi di Lorenz, corrompe il cuore stesso dell'uomo, andando a modificarne abitudini ed habitat. Ad esempio, a causa della sovrappopolazione

“l'amore per il prossimo, per un prossimo troppo numeroso e troppo vicino, si diluisce sino a svanire senza lasciare più traccia. Chi desideri ancora coltivare sentimenti di calore e cordialità per gli altri deve concentrarli su un numero esiguo di amici (...)”.

E la mancanza di bellezza delle metropoli uccide. Lorenz lo spiega con un parallelo con il propagarsi delle cellule tumorali. D'altronde,

“Come può un individuo in fase di sviluppo imparare ad avere rispetto di qualche cosa, quando tutto ciò che lo circonda è opera, per giunta estremamente banale e brutta, dell'uomo?”.

Anche la competizione fra uomini, che nasce dalla brama di denaro, ha come risultato la fretta, che Lorenz in maniera molto originale collega all'angoscia.

Splendide le pagine sul rifiuto della sofferenza dell'uomo moderno, che genera individui eterni bambini incapaci di differire il piacere; di guadagnarsi, col tempo, la gioia di un'amicizia o di un rapporto di coppia in-finito.

E la minaccia nucleare? Forse in questo caso Lorenz è stato troppo ottimista, perchè dedica solo 2 pagine all'argomento, considerandola, fra le 8, la minaccia più facile a evitarsi. Anche se, specifica “data l'incredibile stupidità collettiva dell'umanità, è difficile ottenere persino questo risultato”.

K. Lorenz
Gli otto peccati capitali della nostra civiltà
Adelphi
10 euro

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