Apostoloff, di Sibylle Lewitscharoff

Per anni non abbiamo più parlato con lui, per anni ci ha oppresso...E quasi più nulla di lui. Neanche un teschio. La materia umana in cui osava muoversi per il mondo consiste ormai solo di briciole sparse. Giusto, sorella – un mucchietto di granelli di teschio surgelati e sparpagliati – e briciole di gambe, più o meno la quantità adatta a riempire un vasetto da conserva.

Apostoloff, titolo dell'omonimo romanzo della tedesca Sibylle Lewitscharoff suona quasi come un cognome di alto lignaggio. E invece si tratta di Rumen, che a dispetto del nome spregia la Romania e che ha il compito di accompagnare due sorelle diverse come il giorno e la notte (in apparenza) ad una commemorazione funebre e al disbrigo di praitiche legate all'eredita del padre Kristo (“che corona di ferro di significati pesa su un nome di croce come questo...”). Anche il nome Apostoloff sembra quello di un portatore di una “novella” (di un evangelo inteso come - buon ?- annuncio), dei nostri tempi.

Infatti in un viaggio a ritroso nel passato della famiglia, guardandosi intorno apparentemente senza emozioni, le due in realtà frantumano con poetica e aggressiva lucidità ogni dettaglio di quel che le circonda.

“In campagna. (…) I pomodori stanno per esplodere. Le olive nere luccicano. Vengono infilzate con la punta del coltello. Il formaggio di pecora non fa briciole. E' liscio, umido, fine, fresco, riluce di infantile innocenza...La sua materia è sovraterrena”

Il padre ha deciso di abbandonare il mondo nel modo più brutto, e per cui le due tremende sorelle – una nascosta dietro un sorriso di amabilità che in realtà è solo zucchero pietrificato, l'altra (la voce narrante) caustica fino al midollo in tutte le sue osservazioni – sembrano non avere pietà.

Un padre che mette la parola fine prima di portare allo sfinimento tutta la famiglia, andrebbe onorato piuttosto che maledetto.

Da rabbrividire. E tutto il viaggio continua con questo misto di freddo sarcasmo e improvvisi sprazzi di malcelata tenerezza fra sorelle, come nell'elogio di privatissimi riti come la colazione con pane e pomodoro fatta a mano. Ma, a sorpresa, l'amore squarcerà tutte le autodifese.

Ma adesso manca una spiegazione: quale demone ci conduce, noi che disdegniamo esplicitamente la terra di nostro padre, a girarla in lungo e in largo come rette e pietose cristiane? Soldi, soldi, soldi.

Sibylle Lewitscharoff
Apostoloff
Del Vecchio ed.
14 euro

  • shares
  • Mail