Ossessione Philip Roth

Mi capita di innamorarmi di un autore e di non mollarlo più, mi capita di entrare nel suo mondo fatto di libri, di occupare abusivamente i suoi spazi, di dialogare capricciosamente con i suoi personaggi, sino alla lettura di tutte le sue pagine scritte e pubblicate. L'innamoramento di un autore e della sua scrittura è una forma patologica di lettura. Mi è capitato, tanti anni fa, con Jack Kerouac, con William Burroughs, più di recente, con David Foster Wallace, conDave Eggers, con Thomas Pynchon. Ora è la volta di Philip Roth. Vivo nel suo mondo da qualche mese, ora sto leggendo La macchia umana, inutile elencarvi tutti i titoli già letti. L'altro giorno aspettavo la coincidenza per un treno che mi riportasse a casa e ho letto in libreria, seduto su uno scomodo sgabellino, Il seno. Cosa amo di Roth? La sua ironia? Il suo individualismo? La sua ossessione per il sesso? La sua lotta continua contro il pensiero pervasivo della morte? Sì, penso di sì. Tutto questo e anche altro.
E voi? Siete affetti da questo disturbo compulsivo di lettura onnivora dell'opera di un autore?

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