Maturità 2019 prima prova, testo argomentativo: Tomaso Montanari: Istruzioni per l'uso del futuro, traccia svolta

Fra le tracce della prima prova all'esame di Maturità 2019 (tipologia B) c'è anche un brano di Istruzioni per l'uso del futuro di Tomaso Montanari.

Istruzioni per l'uso del futuro di Montanari

Stanno finalmente uscendo le tracce della prima prova degli esami di Maturità 2019. Per quanto riguarda la tipologia B (ricordiamo che quest'anno anche la prima prova ha subito grossi cambiamenti, primo fra tutti la scomparsa della traccia di Storia), la prima traccia proviene da Istruzioni per l'uso del futuro di Tomaso Montanari. Una traccia molto attuale: si parla della cultura italiana e di come sia possibile trasformare in meglio la nostra Repubblica, non limitandoci solamente a facili indignazioni da social network o a lamentarci, ma facendo qualcosa di concreto e responsabile.

Traccia Tipologia B - Analisi e produzione di un testo argomentativo

Proposta B1

Testo tratto da: Tomaso Montanari, Istruzioni per l'uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà, Minimum Fax, Roma 2014, pp.46-48

Entrare in un palazzo civico, prcorrere la navata di una chiesa antica, anche solo passeggiare in una piazza storica o attraversare una campagna antropizzata vuol dire entrare materialmente nel fluire della Storia. Camminiamo, letteralmente, sui corpi dei nostri progenitori sepolti sotto i pavimenti, ne condividiamo speranze e timori guardando le opere d'arte che commissionarono e realizzarono, ne prendiamo il posto come membri attuali di una vita civile che si svolge negli spazi che hanno voluto e creato, per loro stessi e per noi. Nel patrimonio artistico italiano è condensata e concretamente tangibile la biografia spirituale di una nazione: è come se le vite, le aspirazioni e le storie collettive e individuali di chi ci ha preceduto su queste terre fossero almeno in parte racchiuse negli oggetti che conserviamo gelosamente.
Se questo vale per tutta la tradizione culturale (danza, musica, teatro e molto altro ancora), il patrimonio artistico e il paesaggio sono il luogo dell'incontro più concreto e vitale con le generazioni dei nostri avi. Ogni volta che leggo Dante non posso dimenticare di essere stato battezzato nel suo stesso Battistero, sette secoli dopo: l'identità dello spazio congiunge e fa dialogare tempi e esseri umani lontanissimi. Non per annullare le differenze, in un attualismo superficiale, ma per interrogarle, contarle, renderle eloquenti e vitali.
Il rapporto col patrimonio artistico - così come quello con la filosofia, la storia, la letteratura: ma in modo straordinariamente concreto - ci libera dalla dittatura totalitaria del presente: ci fa capire fino in fondo quanto siamo mortali e fragili, e al tempo stesso coltiva ed esalta le nostro aspirazioni di futuro. In un'epoca come la nostra, divorata dal narcisismo e inchiodata all'orizzonte cortissimo delle breaking news, l'esperienza del passato può essere un antidoto virale.

Per questo è importate contrastare l'incessante processo che trasforma il passato in un intrattenimento fantasioso antirazionalista [...].
Nel patrimonio culturale è infatti visibile la concatenazione di tutte le generazioni: non solo il legame con un passato glorioso e legittimante, ma anche con un futuro lontano, "finché non si spenga la luna"1. Sostare nel Pantheon, a Roma, non vuol dire solo occupare lo stesso spazio fisico che un giorno fu occupato, poniamo, da Adriano, Carlo Magno o Velázquez, o respirare a pochi metri dalle spoglie di Raffaello. Vuol dire anche immaginare i sentimenti, i pensieri, le speranze dei miei figli, e dei figli dei miei figli, e di un'umanità che non conosceremo, ma i cui passi calpesteranno le stesse pietre, e i cui occhi saranno riempiti dalle stesse forme e dagli stessi colori. Ma significa anche diventare consapevoli del fatto che tutto ciò che succederà solo in quanto le nostre scelte lo permetteranno.
E' per questo che ciò che oggi chiamiamo patrimonio culturale è uno dei più potenti serbatoi di futuro, ma anche uno dei più terribili banchi di prova, che l'umanità abbia mai saputo creare. Va molto di moda, oggi, citare l'ispirata (e vagamente deresponsabilizzante) sentenza di Dostoevskij per cui "la bellezza salverà il mondo": ma, come ammonisce Salvatore Settis, "la bellezza non salverà proprio nulla, se noi non salveremo la bellezza".

1 Salmi 71,7

Comprensione e analisi

  1. Cosa si afferma nel testo a proposito del patrimonio artistico italiano? Quali argomenti vengono addotti per sostenere la tesi principale?
  2. Nel corso della trattazione, l'autore polemizza con la "dittatura totalitaria del presente" (riga 15). Perché? Cosa contesta di un certo modo di vivere il presente?
  3. Il passato veicolato dall'intrattenimento televisivo è di gran lunga diverso da quello che ci è possibile conoscere attraverso la fruizione diretta del patrimonio storico, artistico e culturale. In cosa consistono tali differenze?
  4. Nel testo si afferma che il patrimonio culturale crea un rapporto speciale tra le generazioni. Che tipo di relazioni instaura e tra chi?
  5. Spiega il significato delle affermazioni dello storico dell'arte Salvatore Settis, citate in conclusione

Produzione

Condividi le considerazioni di Montanari in merito all'importanza del patrimonio storico e artistico quale indispensabile legame tra passato presente e futuro? Alla luce delle tue conoscenze e delle tue esperienze dirette, ritieni che "la bellezza salverà il mondo" o, al contrario, pensi che "la bellezza non salverà proprio nulla, se noi non salveremo la bellezza"?
Argomenta i tuoi giudizi con riferimenti alla tua esperienza e alle tue conoscenze e scrivi un testo in cui tesi e argomenti siano organizzati in un discorso coerente e coeso.

Istruzioni per l'uso del futuro di Tomaso Montanari: la traccia svolta

Istruzioni per l'uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà è un libro scritto nel 2014 da Tomaso Montanari e edito da Minimum Fax (lo trovate anche su Amazon). Il libro si interroga su un quesito molto attuale: come si impara a essere cittadini in Italia? A quanto pare non bastano solo la famiglia e la scuola, c'è qualcos'altro che ci insegna a essere italiani, qualcosa che ci lega al passato: è il patrimonio culturale. Opere d'arte, archivi, monumenti, siti archeologici, biblioteche e anche il paesaggio: tutto fa parte di questo patrimonio artistico e culturale.

Purtroppo c'è chi lo considera alla stregua di una sorta di "petrolio d'Italia", un magazzino di oggetti che si può svendere al riccone di turno quando più ci fa comodo. O che si può sfruttare nell'ennesima mostra-evento priva di significato. Coloro che la pensano così stanno, in realtà, privando gli italiani di un loro diritto fondamentale, importante quanto la salute o l'istruzione.

Il libro di Tomaso Montanari arriva dopo il precedente "Pietre e il popolo", nel quale aveva denunciato i disastri della politica culturale italiana. Ma in Istruzioni per l'uso del futuro, Montanari va oltre: si parla di un'Italia possibile, cioè di un progetto comunitario basato sulla cultura. Montanari immagina come potrebbe essere la Repubblica italiana quando riusciremo a far nostro il disegno della Costituzione. Nel libro si trovano venuno idee che ci spiegano come sia possibile trasformare realmente un paese: per fare ciò non bastano solo nostalgie o indignazioni, ma servono anche responsabilità e conoscenza.

Un aspetto importante è anche la questione dell'importanza di sfruttare e apprendere dal passato in prima persona, senza subire la costante influenza e mediazione dei media. Troppo spesso i media, infatti, vengono fuorviati o direzionati da questa o quella corrente politica. D'altra parte, la storia la scrivono i vincitori. In questo modo, però, finiamo inconsciamente col fare nostre tesi e storie volute da altri. E' fondamentale, invece, imparare a ragionare con la nostra testa, a valutare con discernimento quali argomentazioni siano valide e quali siano di parte. Questo perché è imparando dal patrimonio culturale del passato che possiamo creare la democrazia del futuro, quella che ci libererà dal giogo del presente.

Chi è Tomaso Montanari?

Ma chi è Tomaso Montanari? Tomaso Montanari è uno storico dell'arte, saggista, editorialista e accademico. Nato a Firenze il 15 ottobre 1971 e laureatosi a Pisa, è professore ordinario di Storia dell'Arte moderna all'Università per Stranier di Siena. Ha anche insegnato all'Università della Tuscia, a Roma Tor Vergata e alla Federico II di Napoli. Il suo campo di studi riguarda soprattutto l'arte europea dell'età barocca, mentre come giornalista lo ritroviamo su Il Fatto Quotidiano e su Il Venerdì di Repubblica (rubrica Ora d'Arte).

Numerose le sue pubblicazioni, fra cui nel 2014 spunta fuori proprio Istruzioni per l'uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà, pubblicato con Minimum fax nella Collana Indi, testo che è finito nella Maturità 2019.

Foto | Screenshot da Amazon

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