Onore all'Ombelico

OmbelicoSANTI URSO - STORIA DELL'O

Vademecum per l'uso dell'ombelico vuoto e ripieno


Introduzione di Battistino Barometro (edattore capo, sezione cultura Corriere della Sera)

pagg. 96, illustrato, euro 3,50

www.leggendogodendo.com



Finalmente l’Ombelico (sì, merita la maiuscola) ha il suo libro di riferimento.
Inizia la così la presentazione del libro dedicato all'omberlico, di cui mi giunge segnalazione in mail.

Incuriosita sono andata a vedere il sito che ne parla e sempre più incuriosita l'ho acquistato.


"Mancava l'ombelico per completare e suggellare il tentativo di contrabbandare il niente per cultura. Così diranno in molti. Tutto sta nell'idea che ci si è fatti della cultura.

Questo libro vuole essere il trionfo della leggerezza per vincerla sull'opacità, l'inerzia, il serioso da cui siamo sovrastati. Vuole invitare a leggere godendo, esaltando l'intelligenza, la fantasia. Per ritrovarci a ritrovare i sogni svaniti, le emozioni infrante.

E' la rivincita del piccolo sul grande, del soft sull'hard, del lieve sul greve, del bello sul magnificente.
" Dicono gli autori, conquistando così tutta la mia simpatia.



Ne approfitto per invitarvi anche a sfogliare un po' il sito di leggendogodendo, che produce "libri liberi, economici e raffinati, epicurei e impegnati, religiosi e anticlericali, goliardici e filosofici, sempre stimolanti, bizzarri, giocosi e, soprattutto, curiosi.". Nella colonna destra del sito la dichiarazione d'intenti dell'editore è tra le più belle pagine che io abbia mai letto.

Lo riporto qui:

Avvertimento per aspiranti editori, vademecum per vogliosi scrittori

CHE EDITORE SEI?



Ci sono quelli che vogliono cambiare il mondo (buoni esempi nel dopoguerra: Savelli, Mazzotta, Guaraldi, Massari...). Fossili onorandi.

Sono i donchisciotte dell'editoria.



Ci sono quelli che vogliono portare Dio nel mondo. Si spiega così il proliferare delle case editrici religiose. Un esempio insigne ci viene da don Giussani, scomparso recentemente, con Comunione e Liberazione (Jaca book), da don Alberione con le Edizioni Paoline. Se il Dio che si vuole riportare nel mondo è quello di Vojtyla, l'impresa è agevolata. Bastano già le strutture e le librerie canoniche esistenti per vivere o sopravvivere.

Sono gli apostoli dell'editoria.



Ci sono quelli che vogliono lasciare il mondo com'è. Per questo si affannano. Per questo Berlusconi possiede il 60% dell'editoria italiana.

I "sinistri" che si mettono a rapporto con Mondadori per farsi pubblicare andrebbero considerati come il gatto e la volpe che cercano, insieme, di gabbare il povero Pinocchio.

Sono i mafiosi dell'editoria.



Ci sono quelli che una volta volevano cambiare il mondo, ma il mondo ha cambiato loro.
Continuano a tenere in mano una pistola e, benché tutti sanno che è un giocattolo, ancora fanno finta di sparare (Feltrinelli docet).

Sono i nostalgici dell'editoria.



Ci sono quelli che si sono imposti l'imperativo categorico di "fare cultura". Fin dai titoli del loro catalogo si scopre il nobile intento. Se non ci fossero, questi editori, bisognerebbe inventarli. Seduti alla loro scrivania, meditabondi e concentrati, in permanente inseguimento della "eterogenesi dei fini", cercano di mettere a frutto tutte le "astuzie della ragione" discettando sull'estetica di Baumgarten, di Kant, Hegel... . Il dramma è che il volgo non sa che farsene della loro cultura. E' disposto ad accettare, tutt'al più, quella delle Lecciso.v
Sono i mastini dell'editoria.



Ci sono poi quelli che hanno scoperto che si può fare l'editore con i contributi elargiti dagli Enti, dallo Stato e dagli aspiranti scrittori.

I loro libri rimangono seppelliti negli scantinati fino al giorno della liberazione quando verranno stritolati della mola del macero. Allora soltanto riacquisteranno la dignità della carta pulita. Questi sono un esercito.

Sono i parassiti dell'editoria.



E infine ci sono quelli che pensano di arricchirsi facendo gli editori. De insipientibus non disputandum.

Sono i fessi dell'editoria.



In fondo in fondo, ci sono quelli come me (non lasciatemi solo!), che fanno l'editore per divertirsi e divertire. Anche costoro si occupano di "estetica", certo non quella di Baumgarten... non disdegnando, però, quella "della scorreggia" di Toni Siluro Ventilatio.



Felice Scipioni
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