Maksim Cristan, Fanculopensiero

Chi in questi ultimi anni avrà fatto una passeggiata tra le strade del centro storico di Lecce avrà di certo avuto modo di incontrare Makism Cristan, scrittore croato, che vive nel Salento da qualche anno, che ha autoprodotto, prima del salto di qualità, cinque libri di racconti, poesie e aforismi vendendoli con il suo piccolo banchetto. Poi l’incontro con Cosimo Lupo, giovane editore salentino, profondamente affascinato dalla storia personale di Cristan, tanto da decidere di pubblicare, la scorsa estate, Fanculopensiero, l’autobiografia dei suoi quattro anni di vita in strada.
Una storia particolarissima quella narrata da Cristan in “Fanculopensiero” che ha portato Stefano Benni a sostenere che “questo di sicuro non è un libro normale”.
È proprio Stefano Benni ad aver portato il manoscritto del libro negli uffici della Feltrinelli, e, a quasi un anno dalla prima pubblicazione, “Fanculopensiero” è entrato nel catalogo di una delle case editrici più importanti in Italia, realizzando un sogno da sempre coltivato dal quarantenne croato.
Il libro racconta la sua storia di giovane manager in carriera in Croazia che si è ritrovato a fare lo scrittore di strada a Milano. Lui stesso ammette che a un certo punto qualcosa si è bloccato dentro di lui. Tutto tranne la voce del suo rinato istinto, che gli diceva di andar via. Così prende il primo treno diretto a ovest e si stabilisce a Milano. Vive come può, come capita, spesso non mangia, più spesso non dorme. Il freddo delle nottate invernali entra nelle sue ossa, morbido come un coltello nel burro. Alle Colonne di San Lorenzo, ai piedi della statua di Costantino, in una delle sue lunghe veglie ha l’intuizione di cominciare a scrivere, di raccontare i suoi giorni e le notti, di mettere su carta i suoi pensieri. Eccoci, quindi, di fronte a un’opera che un po’ è un romanzo, un po’ un diario, un po’ un’occasione per intuizioni e riflessioni.
Un romanzo polifonico ad una voce, nel quale Cristan passa in rassegna personaggi, luoghi e situazioni alle quali è andato incontro nella sua vita spiantata, con la sola ancora della salvezza rappresentata dalla scrittura. In tempi di successi editoriali costruiti a tavolino, l’autenticità di una simile storia potrà di certo far breccia nei cuori di un numero ampio di lettori.
Ed ora che sarà la Feltrinelli ad occuparsi del suo libro chissà se Cristan passerà i pomeriggi a proporre, nei pressi del Duomo leccese, la storia della sua vita.
L’arrivo di “Fanculopensiero” negli scaffali delle librerie di tutta Italia rappresenta la fine del suo stato di scrittore di strada. Nella speranza che l’indole romantica legata alla sua visione della scrittura, che traspare tra le pagine del romanzo, non sia triturata dalle logiche del marketing che innervano l’attuale sistema editoriale.

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