Roberto Carvelli, La rivoluzione spiegata alle commesse

La rivoluzione spiegata alle commesse, romanzo di Roberto Carvelli, edito da Coniglio, è stato pubblicato una prima volta, nel 2002, dalla casa editrice Nonluoghi con il titolo "Bebo e altri ribelli". Ritorna ora nelle librerie, ampliato e revisionato dall'autore. La prima cosa che mi viene da dire è che "Bebo e altri ribelli" è un titolo più calzante, che meglio sintetizza il garbuglio di bizzarre figure che si muovono nella realtà periferica di Torreverde. "La rivoluzione spiegata alle commesse" era il sottotitolo della prima edizione. Ci sono poche commesse in giro. Per un po' di tempo lo stesso protagonista lavora in una merceria di proprietà di una certa Lydia, quarantenne dallo spirito libero. Lì c'è una vetrinista che Bebo pensa bene di portarsi a letto. Unica comparsa di commesse nel libro. In sintesi, il romanzo di Carvelli racconta il tentativo di un gruppo ben assortito di "eretici" di fare la rivoluzione a Torreverde, una piccola Macondo alle porte di Roma, che nella realtà non esiste, con le caratteristiche di tutte le borgate romane. Tra i protagonisti di questo velleitario piano rivoluzionario, oltre al citato Bebo, ci sono Doctor You, avvocato, teorico del gruppo, Stinchi Pirinchi, rappresentante di pomelli d'ottone per porte, l'ex capostazione Zagalot e il nonno Saverio Adinolfi. Un romanzo dal ritmo sincopato, spezzato, scritto attraverso l'accumulo di brevi paragrafi che gettano luce su questo mondo periferico destinato a non mutare traiettoria. La rivoluzione èdestinata al fallimento. Lo si percepisce sin da subito. E il fallimento non sarà collettivo, ma anche individuale, perché lo stesso Bebo, terminato il tentativo di adescamento della folla torreverdiana, non potrà più fare ritorno nella sua borgata. Lettura piacevole e divertente. Un romanzo strambo. sembra che Carvelli si trovi più a suo agio nel contatto con le storie brevi. Il romanzo richiede coerenza e coesione che qui, a volte, sembrano sfuggire.

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