“Le stelle fredde”, il capolavoro di Guido Piovene

Torna nei tascabili di Bompiani il romanzo con cui Piovene vinse il Premio Strega nel 1970

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Abbandonato dalla sua donna, il protagonista del romanzo Le stelle fredde - con cui Guido Piovene vinse il Premio Strega nel 1970- lascia la città per trasferirsi in campagna. Qui viene sospettato dell’omicidio di un abitante del luogo che nutriva per lui antichi rancori. Ha così inizio una lunga fuga e soprattutto il distacco dallo “stolto gioco della vita”, un ritiro dal mondo durante il quale incontrerà Fëdor Dostoevskij tornato dall’aldilà – uno dei personaggi più memorabili della narrativa di Piovene.

Il fantasma dello scrittore gli rivela la propria sconvolgente verità: se il mondo dei vivi trabocca di esseri più simili ad astrazioni che a realtà, il mondo dei morti non è che la sua immagine speculare.

guido-piovene.jpg All’uomo non resta che cercare dentro di sé le ragioni del suo rifiuto della realtà, legare la propria esistenza ai dati oggettivi del mondo, catalogare in un archivio tutte le cose, quasi una soluzione si possa trovare solo nel passaggio dalla vita all’impassibile aldilà della scrittura.

Giornalista, scrittore e intellettuale di primo piano nell’Italia del secondo dopoguerra, Guido Piovene (1907-1974) scrisse per il “Corriere della Sera”, “La Stampa e “Il Giornale” (1974). La sua opera, che varia dalla corrispondenza e dai servizi di giornalismo d’alto livello alle pagine di viaggio e di riflessione, al racconto, al romanzo, è quella di un saggista formatosi tra cattolicesimo e illuminismo, aperto alle suggestioni del freudismo e dell’esistenzialismo e all’esplorazione delle passioni e dei vizi umani. Nel catalogo Bompiani è disponibile anche Lettere di una novizia (1941).

A quasi mezzo secolo dalla sua uscita il libro di Piovene viene riproposto nella collana Narratori italiani della Bompiani.

Foto | Pixabay

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