“L’ignoto ignoto” e le sorprese della serendipity

Laterza pubblica un saggio di Mark Forsyth sulla potenza della casualità e su quanto sia preziosa per ampliare le proprie conoscenze

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Il mondo intorno a noi è fatto di cose note, delle cose notoriamente ignote e, poi, dell’ignoto ignoto ovverosia di tutto ciò che esiste ma di cui non conosciamo l’esistenza.

Con il saggio L’ignoto ignoto, Mark Forsyth sottolinea il potere della casualità nell’ampliamento della nostra conoscenza. In un mondo in cui le bolle di filtraggio ci rinchiudono in rassicuranti e auto-limitanti walled garden e in cui i nostri percorsi intellettuali sono sempre più causali e sempre meno casuali, il saggio edito da Laterza ci spiega che il libro ignoto ci sta aspettando: “abbandonato su una panca nello spogliatoio di una piscina, sotto il divano di un amico, sullo scaffale della libreria”.

ignoto-ignoto.jpg Cercando un libro al computer o sul tuo smartphone arrivi dritto all’obiettivo, ma ti neghi gli incontri casuali. Per trovare i libri che non sapevi di volere molto spesso devi uscire di casa e andare in libreria. Lì nessun algoritmo ti ha profilato, al massimo può averlo fatto un libraio particolarmente intelligente e attento ai gusti della propria clientela.

Fra gli scaffali di una libreria, sulla bancarella di un bouquiniste o in una biblioteca a scaffale aperto gli ignoti ignoti sono pronti per essere trovati, sfogliati e acquistati da chi era uscito di casa senza sapere di volerli. In una libreria "fisica" la serendipity (la fortuna di fare una felice scoperta per caso) è molto più frequente che in una libreria online.

Una riflessione sulle vie (traverse) che ci portano alla conoscenza e su come le scorciatoie non siano necessariamente il percorso più proficuo.

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