“Lussuria”, Emiliano Fittipaldi

Il nuovo libro dell’autore di “Avarizia” esplora un altro peccato capitale


A meno di un anno e mezzo dall’uscita di Avarizia e dopo essersi messo alle spalle – con esito positivo – il processo intentato a lui e al collega Gianluigi Nuzzi dal Tribunale del Vaticano, il giornalista Emiliano Fittipaldi è nuovamente in libreria con Lussuria, saggio che è il seguito ideale del libro uscito nel 2015 e che sembra pronto a sollevare un nuovo polverone nella Santa Sede.

Un altro peccato capitale nel titolo (Lussuria) e un sottotitolo per chiarire chi sono i peccatori (Peccato, scandali e tradimenti di una Chiesa fatta di uomini), il libro inchiesta è frutto di circa un anno di indagini compiute da Fittipaldi.

“Da qualche tempo sto scartabellando nuovi documenti riservati, intercettazioni delle procure italiane e straniere, atti di commissioni internazionali. Sto incontrando preti e monsignori che mi raccontano che, oltre agli scandali economici, non sono finiti nemmeno quelli sessuali. Che gli abusi sui più piccoli non sono affatto un fenomeno superato, e che nei primi tre anni di pontificato di Bergoglio sono arrivate alla Congregazione per la dottrina della fede 1200 denunce di molestie ‘verosimili’ su ragazzini e ragazzine di mezzo mondo”,

spiega l’autore che ha viaggiato dall’Australia al Messico, dalla Spagna al Cile, ma anche in Italia, da Como alla Sicilia, per cercare di far luce su casi che troppo spesso vengono insabbiati nonostante, nel periodo del pontificato di Papa Francesco, le denunce si siano moltiplicate.

lussuria-fittipaldi-copertina.jpg Fittipaldi fa i nomi degli alti prelati che hanno occultato, con le parole o con i fatti, gli abusi compiuti dal clero, spiega come molti vescovi italiani, aiutati dalle linee guida vaticane e della Cei, abbiano sfruttato una normativa che non prevede la denuncia obbligatoria davanti alle violenze sessuali dei loro preti.

Nessuno, fino ad ora, aveva messo in fila dati, casi concreti, dichiarazioni dottrinarie e inchieste giudiziarie per comporre il sistema sconvolgente di una Chiesa ancora preda del peccato di lussuria e pronta, fino ai suoi vertici più alti, a tacitare ogni scandalo, a proteggere la “lobby gay” del Vaticano, a evitare di risarcire le vittime, a perdonare e aiutare i carnefici.

“Mentre altri paesi hanno creato commissioni d’inchiesta per capire il numero di preti pedofili, per cercare di stanarli e punirli, in Italia non è mai successo nulla non perché il fenomeno non sia vasto ed esteso, ma perché nei paesi più cattolici c’è una maggiore difficoltà a fare processi e a organizzare commissioni di questo tipo. Non esiste un registro in cui possiamo conoscere i nomi dei pedofili accusati o dei pedofili condannati e arrestati. Esiste per il giornalista la possibilità di andare a vedere sulle pagine dei giornali locali e farsi un’idea di un sistema molto vasto. Nei primi mesi del 2016 ci sono stati una ventina di casi di preti pedofili con vescovi che hanno coperto questi preti che non sono stati puniti”,

aggiunge Fittipaldi.

Si parla, infine, della lobby gay, di vescovi che sono diventati eredi universali dei propri amanti: “Questo lo facciamo ovviamente non perché abbiamo nulla da dire rispetto alle scelte sessuali, ma perché la chiesa dal punto di vista dottrinario considera l’omosessualità come il male assoluto”.

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