Ultime conversazioni, Benedetto XVI

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Nonostante non abbia avuto la presa sul pubblico del suo predecessore Giovanni Paolo II o del suo successore Francesco I, Benedetto XVI rimarrà comunque nella storia della Santa Sede, non fosse altro per la sua scelta anticonvenzionale, quella di rinunciare anzitempo al ruolo papale.

Ultime conversazioni, il libro uscito da poco per Garzanti, è una sorta di testamento spirituale. Nella lunga intervista con Peter Seewald il papa affronta per la prima volta i tormenti, la commozione e i duri momenti che hanno preceduto le sue dimissioni; ma risponde anche, con sorprendente sincerità, alle tante domande sulla sua vita pubblica e privata: la carriera di teologo di successo e l'amicizia con Giovanni Paolo II, i giorni del Concilio Vaticano e l'elezione al papato, gli scandali degli abusi sessuali del clero e i complotti di Vatileaks.

“Non ho mai percepito il potere come una posizione di forza, ma sempre come responsabilità, come un compito pesante e gravoso. Un compito che costringe ogni giorno a chiedersi: ne sono stato all’altezza?”,

spiega al suo intervistatore Benedetto XVI, raccontandosi con estremo coraggio e candore, alternando i ricordi personali a parole profonde e cariche di speranza sul futuro della fede e della cristianità.

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