Come scegliere la facoltà giusta all'università

Qualche consiglio (con il cuore) per aiutarvi a fare la scelta migliore

Sono settimane cruciali queste, in cui bisogna scegliere la facoltà universitaria da frequentare a partire dal prossimo anno accademico. Anzi, a ben pensarci, forse la vostra scelta l'avete già fatta, e molti di voi si stanno preparando in queste settimane per affrontare i test di ammissione.

Si confida sempre di aver fatto la scelta giusta, pensando agli eventuali sbocchi lavorativi e opportunità di carriera, giusto?

No, sbagliato, o per lo meno, in parte. Pensare al lavoro è giusto. Sì, bisognerà pur mettere insieme il pranzo con la cena in qualche modo, ma quella non deve MAI essere l'esclusiva condizione di scelta. Non scegliete quella facoltà o quest'altra perchè offrono un posto sicuro, MAI. E' ovvio che il mondo avrà sempre bisogno di medici e infermieri - è per questo che i test di ingresso a queste facoltà sono sempre affollatissimi - ma volete davvero farlo fino all'età pensionabile (che aumenta sempre di più)? Soprattutto, vi sentite portati a farlo? Inoltre, volendo proprio essere estremamente venali e pessimisti, guardiamoci intorno: che ne sappiamo di come andrà il mercato del lavoro tra 3 - anzi - 5 anni, contando la laurea specialistica o, come si chiama adesso, magistrale.

Beh 5 anni.
Seh, 5, C-I-N-Q-U-E anni.
Sono un abisso, credetemi.

Volete sapere cosa cercavano l'anno scorso? Io ve lo dico (fonte Sistema Informativo Excelsior - Unioncamere), poi però continuate a leggere:

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Intanto lasciate perdere i test e le percentuali: abbiamo passato anni a farci incasellare e schedulare in base a precisi criteri stabiliti a priori da altre persone al posto nostro, che ci forzavano verso una scelta univoca basata su presunte attitudini misurate a crocette e risposta multipla. In generale, non lasciate che nessuno decida chi dovete essere, specialmente basandosi sul vostro genere di appartenenza (sì, succede, ancora). E' un cretino.

Vi ingannerei se non vi dicessi che a causa dell'attuale congiunzione astrale, e finanziaria, sono e saranno tempi molto difficili, la concorrenza è già spietata, la gara è al ribasso e la qualità del lavoro non viene premiata il più delle volte, e che vi toccherà affrontare delle sfide anche quotidiane che vi costringeranno a venire a patti un sacco di volte, e a mettervi in discussione ancora di più per motivi che non capirete mai fino in fondo - li capirete, ma non li accetterete perchè voi siete fatti alla vecchia maniera, vi conosco -.

So che sembra un'ovvietà scontata, ma ascoltate il vostro cuore, pensate sempre come prima cosa a quello che vi piace fare, a quello che vorreste fare per il resto della vostra vita, quello che vi tirerà giù dal letto con il sorriso stampato in faccia tutti i giorni dell'anno e per cui farete sacrifici che non pensavate di essere in grado di fare.

Anche se continueranno a esserci i mannaggia il lunedì e i finalmente è venerdì (succederà). Anche se sarete pagati poco (succederà), anche se sarete pagati solo se li inseguirete brandendo le vostre fatture a 1200 giorni in mano come fossero mitragliette (succederà), anche se non esisteranno più sabati, domeniche e feste comandate (succederà), anche se le ferie e i 'ponti' vi suoneranno come qualcosa di appannaggio esclusivo dei vostri nonni (succederà), anche se magari il tempo che potrete dedicare al lavoro dei vostri sogni sarà estremamente ridotto rispetto a quello che dovrete investire in un impiego per portare a casa la pagnotta (succederà), anche se potreste doverlo fare gratis ma è un progetto che ne vale la pena, in cui credete, e per cui scegliete scientemente di farlo (succederà).

Diffidate da chi ha sempre sfoggiato il destino tatuato su una mano e da chi dice che si è ritrovato a fare una cosa per gioco. Balle.

Provateci, sempre, e imparate a guardare il mondo con aria di sfida. Gli ostacoli vi renderanno soltanto le spalle più grosse per andare avanti. E mal che vada, sarete sempre in tempo per cambiare strada, garantito. Non è vero che di treno ce n'è sempre e soltanto uno, la vita non è immobile. E, soprattutto, il futuro non è scritto.

Ah l'ha detto Joe Strummer, non io. Magari fossi così poetica.

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