Primo Levi: vent'anni dalla morte

Vent'anni fa, l'11 aprile del 1987, Primo Levi muore, gettandosi o cadendo dalla tromba delle scale della sua casa di Torino. Aveva 68 anni. La questione della morte è controversa e dibattuta, tra chi parla di suicidio e chi di incidente.
Molti amici ritengono plausibile l'ipotesi del suicidio. Levi si sarebbe lasciato cadere dalle scale dell'abitazione in corso Re Umberto. Lacerato dalle strazianti esperienze vissute ad Auschwitz e dal quel sottile senso di colpa che talvolta, assurdamente, si ingenera negli ebrei scampati all'Olocausto, di essere cioè "colpevoli" di essere sopravvissuti, l'autore di Se questo è un uomo avrebbe deciso volontariamente di togliersi la vita.
Altri amici e conoscenti escludono il suicidio. Tra di loro c'è il cardiologo inglese David Mendel, scomparso pochi giorni fa a Londra all'eta' di 85 anni, il quale era a conoscenza che Levi stava curando una forte depressione con alcuni psicofarmaci. A causa di questi medicinali, che avrebbero provocato un abbassamento della pressione sanguigna, Levi - ha sostenuto Mendel - avrebbe avuto un malore cadendo nelle scale di casa.

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