Maturità 2016, Scienze Umane seconda prova: traccia e soluzioni

La seconda prova della maturità 2016 per il Liceo delle Scienze Umane verterà sulla materia scienze umane per l'indirizzo classico, mentre per quello economico-sociale su diritto ed economia politica

Maturità 2016 seconda prova scienze umane

Arrivato anche il 23 giugno, giorno di seconda prova della Maturità 2016. Per il Liceo delle Scienze Umane le materie scelte dal Miur sono state per l'indirizzo classico proprio scienze umane (perciò la prova spazierà fra antropologia, pedagogia, psicologia e sociologia), mentre per l'indirizzo economico-sociale i quesiti verteranno su diritto ed economia politica.

Qui su Booksblog, come l'anno scorso, seguiremo gli aggiornamenti sulle tracce specifiche, sostenendo la prova come i maturandi. Restate connessi per tutte le soluzioni.

h. 9:00 - Le indiscrezioni dalla rete parlano di una traccia basata sul confronto fra sistemi scolastici e più precisamente fra quello italiano e gli altri europei.

h. 10:00 - Il testo da analizzare e commentare sarebbe un estratto dalla relazione dell'On. Meuccio Ruini, uno dei padri della Costituente del 1946, a proposito dell'istruzione pubblica.

h. 11:00 - Per l'indirizzo classico di Scienze Umane si parla di alfabetizzazione culturale secondo il pensiero dello psicologo Jerome Bruner e del concetto di democrazia secondo il filosofo John Dewey.

Le tracce ufficiali del Miur per indirizzo classico ed economico-sociale.

Traccia e svolgimento

Maturità 2016 seconda prova scienze umane

Si discute spesso sulla bontà dei sistemi scolastici europei, spesso cercando di trovare quello perfetto su tutti. In verità un sistema universalmente ideale al momento non esiste, ma se ci fosse sarebbe una buona summa di quelli dei vari Paesi.

Quello che è praticamente uguale ovunque nell'Unione Europea è la fascia dell'obbligo, che copre una fascia di età che va dai 6 ai 15-16 anni, tutelando così il diritto all'educazione scolastica fino alla prima adolescenza.

In un mondo globale però a fare la differenza nei sistemi scolastici la fa la capacità di renderli aperti e multiculturali, stimolando la capacità di interazione con le minoranze etniche. Qui già si vedono sostanziali differenze all'interno dell'Europa, con l'Italia che, dalla Riforma Gelmini in poi, consente la presenza di studenti stranieri all'interno delle scuole nazionali, non superiore al 30% del totale.

Tutta un'altra storia per l'istruzione pubblica nordeuropea e in particolar modo scandinava, che invece incentiva gli investimenti nelle scuole ad alta presenza di immigrati e crea i cosiddetti "spazi di benvenuto educativo", utili per fare informazione e accoglienza prima dell'effettivo ingresso degli studenti stranieri nel sistema scolastico locale.

Sempre dal Nord Europa arriva un'altra interessante differenza riguardo ai tempi della scuola. In Finlandia la scuola dell'obbligo comincia a 7 anni e le ore passate sui banchi sono inferiori rispetto all'Italia. Di contro gli alunni finlandesi possono contare sulla presenza di strutture pubbliche esterne in grado di formarli culturalmente e in modo complementare.

La famiglia gioca un ruolo fondamentale in tutto questo, in quanto deve garantire ai più piccoli la giusta istruzione extrascolastica. In secondo luogo il Nordeuropa vince anche per presenza di biblioteche e altri luoghi di cultura sparsi a tappeto sul territorio, in grado di permettere a tutti un alto livello di informazione e formazione

Meuccio Ruini, la scuola e i 70 anni dalla Costituente

Maturità 2016 seconda prova costituente

A livello europeo, ma anche mondiale, resiste però una differenza fra sistemi scolastici che va oltre la nazionalità ed è quella fra istituti pubblici e privati. In Italia il sostegno dello Stato all'istruzione pubblica è "cosa vecchia", in quanto già l'Assemblea Costituente del 1946 aveva nei punti caldi della sua agenda la necessità di garantire una corretta alfabetizzazione per tutti, indipendentemente dal ceto e dalle possibilità economiche del singolo studente.

A sostenere e portare avanti questa visione delle cose fu, fra gli altri, l'On. Meuccio Ruini, forte propugnatore dell'importanza che lo Stato vegliasse e intervenisse su tutto ciò che aveva a che fare con l'istruzione all'interno del territorio italiano. Un monopolio volto a garantire parità di trattamento didattico per tutti gli alunni, ma anche sorveglianza sulle richieste di parificazione da parte degli istituti privati.

Risposta ai quesiti della traccia di indirizzo economico-sociale


  1. A parere del candidato il riferimento ai “capaci e meritevoli, anche se poveri” è stato attuato? - Si, la scuola pubblica italiana permette di accedere a tutti i livelli istruzione, anche quelli universitari e post-universitari, mettendo a disposizioni dei più meritevoli borse di studio che vadano a coprire in parte o in toto le rette degli istituti. Questa possibilità permette anche a chi non ha alle spalle un buon sostegno economico di poter comunque portare avanti il proprio percorso di studi.

  2. Secondo il candidato, nel sistema di istruzione italiano la presenza, sia pure minoritaria, di scuole private accanto a quelle pubbliche rappresenta un valore aggiunto? Per quale ragione? - La presenza di istituti privati di istruzione è un valore aggiunto a tutti gli effetti, in quanto consente di rendere più completo il panorama dell'istruzione, venendo anche incontro alle necessità culturali delle minoranze. Ovviamente l'istruzione privata può solo fungere da accompagnamento a quella pubblica e non sostituirla.

  3. Le necessità finanziarie del sistema di istruzione vengono coperte dalle entrate derivanti dalla fiscalità generale (imposte in particolare); questo dipende da una precisa scelta del legislatore che individua nell’istruzione un interesse di carattere generale. Quale? - L'istruzione pubblica è sovvenzionata dal gettito fiscale, in quanto rappresenta un interesse per la comunità e per la stessa cosa pubblica che i cittadini abbiano il giusto livello di cultura e di alfabetizzazione. Il principio su cui si basa il legislatore è che più un servizio va a vantaggio della comunità e inferiori saranno le imposte per le famiglie.

  4. Quali sono i vantaggi individuali di tipo economico che derivano dal raggiungimento di un titolo di studio più alto? - Durante il percorso di studi l'accesso a livelli di istruzione di grado più alto può portare benefici a livello di risparmio, ad esempio sulle tasse universitarie tramite borse di studio. Inoltre, ottenere un titolo di studio di carattere universitario o extra universitario rappresenta, almeno sulla carta, garanzia di maggiori possibilità lavorative e di conseguenza di migliore emolumento a livello di stipendio.

L'alfabetizzazione culturale secondo lo psicologo Jerome Bruner

Maturità 2016 seconda prova alfabetizzazione culturale

Docente di psicologia ad Harvard fino ai primi anni 70, Jerome Bruner è stato una delle figure del 1900 legate al mondo della psicologia ma soprattutto della pedagogia più importanti del secolo scorso.

Secondo Bruner, che parte dalla stessa posizione di Jean Piaget, i processi di apprendimento del singolo individuo sono influenzati e allo stesso tempo influenzabili non solo da fattori genetici, ma anche e soprattutto da quelli socio-culturali.

Jerome Bruner si ispira anche al pensiero di Maria Montessori, considerando il fattore ambientale come vitale per la corretta formazione culturale del bambino.

Partendo dal presupposto che l'attuale limite di età dei sei anni sarebbe sbagliato per iniziare a insegnare ai più piccoli, Bruner considera necessario "anticipare" la scuola dell'obbligo, mettendo il bambino nella condizione di apprendere già nella primissima infanzia.

Il pensiero di Jerome Bruner è che un fanciullo in età scolare apprenda in modo imposto, mentre stimolare la cultura dei più piccoli nella fascia sotto i 5 anni, quando la mente è ancora plastica e i processi di apprendimento più veloci, sia fondamentale per alfabetizzarli anche al piacere della conoscenza.

Importante è, ovviamente, scegliere linguaggio e mezzi consoni alle capacità del singolo individuo.

Il curriculum a spirale di Jerome Bruner

Secondo Bruner il modo migliore per facilitare l'apprendimento del bambino è partire dal cosiddetto curriculum a spirale. Si inizia da un tema vicino al piccolo, qualcosa che lui non faccia fatica a capire, per poi accompagnarlo verso conoscenze di altro tipo, che stimolino il suo ragionamento per essere apprese.

Importante in questo sistema è la narrazione, il racconto della realtà per come la si vede, un modo fondamentale per il bambino di spiegare le cose a lui più vicine e trasporle in altri ambiti (es. capire addizioni e sottrazioni usando le caramelle o i principi della fisica con il gioco dell'altalena).

Il concetto di democrazia del filosofo John Dewey

Maturità 2016 seconda prova John Dewey

Secondo John Dewey il concetto di democrazia va di pari passo con quello di cultura, in quanto è proprio nel regime democratico che il filosofo rintraccia le basi per una crescita personale e culturale, ma anche per una corretta e libera condivisione del sapere.

Dewey traccia un piccolo identikit della persona che, a suo giudizio, può far parte di una Democrazia:


  • Deve essere alfabetizzato, quindi saper leggere e scrivere

  • Aver maturato una serie di conoscenze e competenze che lo portino a interessarsi della cosa pubblica

  • Deve avere un pensiero indipendente, cioè deve essere in grado di non cedere all'indottrinamento ma essere capace di ragionare in modo autonomo

  • Deve avere la predisposizione a condividere, anche le sue conoscenze, con gli altri

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