Come scegliere il titolo di un libro

LONDON, ENGLAND - MARCH 02:  Kazuo Ishiguro meets fans and signs copies of his new novel 'The Buried Giant' at Waterstone's, Piccadilly on March 2, 2015 in London, England.  (Photo by Ian Gavan/Getty Images)
La scelta del titolo di un libro è molto importante per arrivare a parlare al proprio pubblico potenziale. Insieme alla copertina, infatti, si tratta del primo elemento con il quale il lettore entrerà in contatto con la vostra opera. Avendo alle spalle una decina di pubblicazioni posso dire che la scelta del titolo per un saggio è decisamente più semplice rispetto a quella per un romanzo. Nei casi più fortunati il titolo precede addirittura la stesura del libro ed è una sorta di elemento seminale per la stesura del testo.

Diverso è per i romanzi dove, con poche parole, bisogna sintetizzare l’essenza di una storia di ampio respiro nata dall’immaginazione. A volte può succedere che il titolo sia una rivelazione, altre volte trovare il titolo più adatto diventa una vera e propria impresa. Non c’è una regola definitiva, diciamo che ognuno può cercare e trovare la propria strada.

Milan Kundera per esempio ha dichiarato che i titoli dei suoi libri sono interscambiabili poiché “riflettono il piccolo numero dei temi” che lo ossessionano. Quindi Lo scherzo potrebbe intitolarsi L’insostenibile leggerezza dell’essere e viceversa.

Ernest Hemingway, per esempio, era solito fare un lungo elenco di titoli, anche 100, e poi iniziava a cancellarli fino a giungere a una cerchia ristretta.

Personalmente ci sono due scrittori di cui amo i titoli in modo particolare: uno è lo spagnolo Javier Marias che ha titolato con grande efficacia due suoi romanzi pescando nei versi immortali di Shakespeare (Domani nella battaglia pensa a me e Un cuore così bianco), l’altro è il giapponese Kazuo Ishiguro che sceglie frasi molto poetiche che sembrano provenire dagli haiku (Quel che resta del giorno, Un pallido orizzonte di colline e Un artista del mondo fluttuante).

La maggior parte delle volte, comunque, l’ultima parola sul titolo spetta all’editore. La storia della letteratura è ricca di titoli cambiati all’ultimo momento: L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson si intitolava inizialmente Il cuoco di mare, Moby Dick di Hermann Melville era più semplicemente La balena, Lolita di Vladimir Nabokov è stato Il regno vicino al mare prima di venire pubblicato e 1984 di George Orwell ha sostituito l’altrettanto bello L’ultimo uomo d’Europa.

Ci sono addirittura casi di titoli che vengono cambiati persino dopo la pubblicazione. The catcher in the Rye, capolavoro di J. D. Salinger uscì in Italia per Casini nel 1952 con il titolo Vita da uomo e fu un insuccesso. Nel 1961 Einaudi uscì con il titolo Il giovane Holden e divenne un bestseller che, a oltre mezzo secolo di distanza, continua a conquistare sempre nuovi lettori.

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