Pape Satàn Aleppe di Umberto Eco

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Uscito in libreria per La Nave di Teseo una settimana dopo la scomparsa di Umberto Eco, Pape Satàn Aleppe raccoglie quindici anni di acute riflessioni sulla nostra società. Si tratta di un’antologia delle Bustine di Minerva pubblicate bisettimanalmente dallo scrittore alessandrino e che vengono ben sintetizzate dal sottotitolo: Cronache di una società liquida.

Pape Satàn Aleppe è una frase contenuta nella Divina Commedia sulla quale anche i dantisti più esperti non sono in grado di dare un’interpretazione definitiva. Ritrovare questo titolo in un’opera che raccoglie le riflessioni sulla nostra società liquida significa ironizzare sulla complessità dell’interpretazione di una contemporaneità sfuggente e di dinamiche sociali in continua e rapidissima evoluzione.

Nelle sue riflessioni Eco prende in esame le maschere e il bla bla della politica, le ossessioni mediatiche da social network, la simbiosi con i telefonini, la maleducazione e, ancora, la fine delle grandi ideologie e una realtà priva di punti di riferimento.

Le riflessioni di Pape Satàn Aleppe sono percorse dallo spirito ironico e giocoso di un intellettuale totale, da sempre attento all’evoluzione della tecnologia, della comunicazione e del linguaggio: una visione aliena da qualsiasi preconcetto, ma fermamente contraria al pensiero unico sia esso religioso o tecnocratico. Il pubblico ha premiato il libro che ha conquistato la vetta della classifica dei bestseller nelle settimane successive alla scomparsa dello scrittore.

Foto | Facebook La Nave di Teseo

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