Simone Moro, i libri dell’uomo degli 8000

Dopo essere salito in cima al Nanga Parbat, il bergamasco Simone Moro è diventato il primo alpinista ad avere conquistato quattro 8000 in prima invernale. Lo Shisha Pangma nel 2005, il Makalu nel 2009, il Gasherbrum II nel 2011 e il Nanga Parbat il 26 febbraio 2016 sono le quattro vette himalayane superiori agli 8000 metri di altezza conquistate nella stagione più fredda da Moro che nella sua carriera alpinistica è già salito quattro volte in cima all’Everest. Accanto all’attività di alpinista, Simone Moro svolge quella di pilota di elicottero specializzato nel soccorso alpino.

La sua passione per l’alta montagna, le imprese in alta quota e il suo secondo mestiere di pilota sono raccontati in alcuni libri che compongono una sorta di autobiografia a puntate.

Il primo libro di Simone Moro è Cometa sull’Annapurna (2003, Corbaccio) nel quale viene raccontata la spedizione dell’inverno 1997 sull’Annapurna. In quel frangente Moro fu travolto, insieme ai suoi compagni Anatoli Boukreev e Dimitri Sobolev, da una valanga che li fece rotolare per 800 metri lungo la parte est della montagna himalayana. Moro riuscì a salvarsi mentre gli altri suoi compagni morirono.

Il suo secondo libro è 8000 metri di vita (2008, Grafica e Arte) è il testo in cui vengono ripercorse le fasi esplorative alle cime di 8000 metri e vengono mostrate le immagini di ogni versante dei colossi himalayani e riportate le vie di salita.

La voce del ghiaccio. Gli ottomila in inverno: il mio sogno quasi impossibile (2012, Rizzoli) racconta l’ambizioso progetto alpinistico di Moro, vale a dire la scalata invernale degli ottomila. Everest. In vetta a un sogno (2013, Rizzoli) racconta un rapporto lungo vent’anni fra l’alpinista bergamasco e la montagna più alta del mondo: una storia fatta di grandi soddisfazioni, ma anche di rinunce e sconfitte.

In ginocchio sulle ali. La passione per il volo, la missione di soccorso in quota (2014, Rizzoli) Moro racconta le sue vicende di pilota, mentre in In cordata (2015, Rizzoli)è il racconto dell’amicizia con Mario Curnis, suo maestro e compagno di cordata in tante imprese.

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