"La felicità è una pagina bianca", di Elisabeth Egan

Il romanzo d'esordio di Elisabeth Egan edito da Nord

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La critica newyorkese lo ha accolto positivamente. D’altronde lei, Elisabeth Egan, il mondo dell’editoria lo conosce bene – è responsabile della rubrica letteraria di Glamour - per questo ha provato a stare dall’altra parte con questo romanzo: “La felicità è una pagina bianca” (titolo originale "A windows open"), edito in Italia da Nord.

Un romanzo divertente, all’interno del quale Egan svela al lettore i retroscena più gustosi del mondo dell’editoria, attraverso una protagonista, Alice Pearse, mamma in carriera coraggiosa e forte.

A widow opens

Questa la sinossi del libro:

“Quando qualcosa non va, Alice Pearse si rifugia nella lettura. È sempre stato così; fin dalla più tenera infanzia, per Alice i libri sono isole felici dove potersi rilassare, mondi in cui perdersi, tesori da amare. E, adesso che si è ritrovata di colpo con un marito disoccupato, tre bambini da mantenere e un mutuo da pagare, i libri sono diventati letteralmente la sua ancora di salvezza: è infatti grazie alla sua fama di book blogger che le viene offerto un impiego da Scroll, una promettente start up che sta per inaugurare una catena di «sale di lettura», ovvero raffinati caffè dove sprofondare in comode poltrone, consultare uno sterminato catalogo di e-book e leggere. Nonostante le feroci proteste della sua migliore amica, proprietaria della libreria del quartiere, Alice accetta, tuttavia non le ci vuole molto per rendersi conto che gestire la famiglia con un lavoro a tempo pieno è molto più difficile di quanto non si aspettasse e che, dietro l’apparenza meravigliosa, Scroll nasconde un incubo. Eppure Alice non si scoraggia: in fondo, a volte, per trovare la felicità basta girare pagina”.

Un romanzo  leggero per raccontare le difficoltà di una donna costretta a dividersi tra famiglia e carriera, sentendosi troppo spesso inadeguata. Almeno fino al momento in cui capisce che non bisogna fare tutto, ma concentrarsi solo su ciò che amiamo davvero. E credere – sempre e comunque – nei libri.

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