Quello stramaledetto vizio di non restituire i libri presi in prestito

Se vi prestano libri, restituiteli, in tempi brevi possibilmente. Una questione che affligge i lettori dalla notte dei tempi

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Non abbiatene a male, ma io i miei libri non li presto

(più).

Non è maleducazione la mia, è semplice salvaguardia di un piccolo, infinitesimale se raffrontato con le biblioteche storiche sparse nel mondo, ma personale, prezioso patrimonio costruito con cura e amore negli anni.

Non importa se siano libri già letti, capolavori della letteratura o libri che non ti sono piaciuti, libri buoni per equilibrare le gambe del tavolo, libri non ancora aperti perchè ti manca lo stato d'animo giusto, libri-delusione, libri che ti hanno divertito, disgustato, annoiato o rallegrato, libri che ti hanno insegnato qualcosa o che ti hanno fatto perdere tempo dopo poche pagine, e che per questo non sei mai riuscito a finire.

Il libro che mi chiedi in prestito è una parte di me: l'ho portato con me per settimane, con il sole e con la pioggia, abbiamo percorso chilometri insieme, su un modernissimo vagone che sfreccia a trecento chilometri all'ora o su uno scalcagnato autobus, ci ho scritto qualche annotazione a margine, l'ho sottolineato, ho appuntato pensieri sulle pagine bianche che si trovano subito sotto le copertine, e a volte l'ho riscoperto sotto la polvere di uno scaffale, ermeticamente chiuso da anni perchè autografato da uno scrittore che stimo.

Per questo il solo pensiero di prestare un mio libro mi mette ansia, e affiora il panico vero ogni volta che qualcuno mi rivolge una sola fatidica e apparentemente banale domanda: "Me lo presti?". Tanto che in quel momento fingi di non aver sentito, perchè se non hai sentito la domanda non esiste e tu non devi rispondere.

Fiducia, sì, la fate semplice voi. Va tutto ampiamente al di là di questo: prestare un libro è un momento di profonda comunione, perchè le emozioni, belle o brutte che questo libro mi ha suscitato, io le voglio condividere con te. E tu non puoi ignorare l'entità di questo bagaglio emozionale di carta non restituendomelo.

Ogni libro scomparso è un lutto profondo nell'anima di ogni lettore. Anche perchè poi, quando passano gli anni, resta solo uno scomparto vuoto sullo scaffale, così, a monito imperituro.

Ecco perchè io i miei libri non li presto più, sia messo agli atti.

Sono certa che anche voi potete capirmi, avrete sicuramente anche voi un volume che gira in case altrui da anni, con vostro sommo rammarico.

Oppure...

Oppure appartenete all'empia categoria dei rapitori indefessi di volumi.

Che possiate godervi i libri indebitamente sottratti. In dolce compagnia delle nostre maledizioni.

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